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Blitz della Capitaneria denunciati ricchi acquirenti di datteri

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Non badano a spese pur di mettere in tavola un piatto di pasta con datteri di mare, molluschi prelibati di cui, però, è vietata l’estrazione dalle rocce, il loro habitat, visto che comporta la distruzione di tratti di costa. Arrivano a pagarli anche 100 euro al chilo pur di impressionare i commensali. Ma ora, insieme ai pescatori di frodo, sono finiti anche loro nel mirino delle forze dell’ordine. Sono imprenditori e professionisti benestanti che credono che per chi ha il portafogli gonfio le regole non esistano.

Invece, ieri mattina, in due sono finite nelle maglie dell’ultimo blitz della Guardia Costiera I militari della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia dopo aver seguito un pescatore di frodo che già conoscevano, hanno atteso il passaggio di mano dei datteri prima di intervenire. E così hanno bloccato due noti imprenditori della zona, E.G. ed E.P., subito dopo l’acquisto dei molluschi. Nel bagagliaio del suv su cui viaggiavano gli uomini del comandate Guglielmo Cassone, hanno trovato una busta di plastica che conteneva circa due chilogrammi di datteri insieme ad altri mitili e tartufi di mare.

I due imprenditori sono stati portati presso la caserma della Guardia Costiera stabiese dove sono stati identificati e denunciati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per vari reati tra cui danneggiamento ambientale e ricettazione. Stessa sorte per il pescatore di frodo che poco prima aveva venduto i datteri di mare, per il quale è scattata l’ennesima denuncia. Come tanti suoi colleghi programma battute di pesca in base alle ordinazioni spingendosi fino al cuore dell’Area marina protetta di Punta Campanella per spaccare le rocce ed estrarre i datteri.