Aumento tassa di soggiorno a Sorrento, soldi per opere pubbliche ma non per il percorso porto-parcheggio Lauro

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SORRENTO. Si passerà dai 2,9 milioni circa incassati quest’anno ad una cifra che oscillerà tra i 5,5 ed i 6 milioni per il 2018. Grazie alla rimodulazione delle tariffe l’imposta di soggiorno è destinata a rimpinguare in maniera consistente le casse del Comune di Sorrento. Gli aumenti stabiliti dalla Giunta lo scorso 13 settembre entreranno in vigore sabato prossimo, facendo già sentire i loro effetti in quest’ultimo scorcio di stagione. I turisti che dal 14 ottobre decidono di soggiornare nelle strutture ricettive di Sorrento si troveranno così costretti a sborsare, nella maggior parte dei casi, il doppio di quanto versato fino ad ora. L’amministrazione, in realtà, aveva già tentato un anno fa di rivedere al rialzo la tassa, con il nuovo tariffario destinato ad entrare in vigore il primo gennaio 2017. Poi il governo con la Finanziaria impose il blocco di tutti gli aumenti delle imposte locali, compreso, quindi, il balzello a carico degli ospiti.

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Questa volta, per evitare nuovi imprevisti, l’esecutivo si è mosso per tempo, anticipando l’entrata in vigore degli aumenti. “Come ampiamente annunciato a tutti i rappresentanti degli albergatori, degli agenti di viaggio, dei b&b e di tutte le altre categorie extralberghiere, ci siamo avvalsi della possibilità, offerta dalla recente legge di modifica in materia, di aumentare la tassa di soggiorno – spiega il sindaco Giuseppe Cuomo -. Per venire incontro ai turisti, ed offrire loro l’opportunità di essere informati per tempo, abbiamo deciso di adottare il provvedimento a metà settembre, rendendolo, però, esecutivo solo a partire dal 14 ottobre. Inoltre non bisogna dimenticare che, proprio grazie al corretto utilizzo della tassa di soggiorno operato dalla mia amministrazione, è stato possibile evitare l’aumento di altri tributi, a tutto vantaggio di cittadini ed imprese”.

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Rincari accolti con ben poco entusiasmo dagli addetti ai lavori. I primi a manifestare il loro dissenso, non tanto in merito alle modalità, quanto ai tempi di adozione delle nuove tariffe, sono stati gli albergatori. “La volontà di procedere all’aumento della tassa di soggiorno e la misura dello stesso erano a noi note trattandosi di un provvedimento che doveva essere già attuato per l’anno in corso – sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e penisola sorrentina -. 
Quello che non condividiamo è l’incremento della tassa nel mese di ottobre e non dal 2018 come per logica e buon senso avrebbe dovuto essere”.

Dello stesso avviso anche il tour operator Gino Acampora: “Non si giustifica una variazione dell’imposta di soggiorno a stagione in corso. Ci troviamo costretti a spiegare ai clienti che in questi giorni si trovano a Sorrento che fino a venerdì pagano una cifra, mentre da sabato dovranno versare il doppio, nonostante abbiamo prenotato le loro vacanze già da mesi ad un costo inferiore. Senza dimenticare che la Brexit inizia a far sentire i suoi effetti tanto che gli agenti di viaggio britannici si dicono molto preoccupati per il futuro”. Acampora, però, focalizza l’attenzione anche su un altro aspetto della questione: “Vogliamo sapere questi soldi come vengono investiti. Bisogna puntare su progetti importanti e condivisi con gli operatori del settore dell’accoglienza”.

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Un punto sul quale l’amministrazione sembra intenzionata ad andare incontro alle aspettative. “Tutto il maggiore gettito sarà impiegato per opere pubbliche – spiega il primo cittadino Cuomo -. In particolare puntiamo ad interventi per la riqualificazione di strade e marciapiedi. In ogni caso avvieremo un tavolo permanente di confronto con gli addetti ai lavori per stabilire insieme gli interventi da attuare e la priorità”.

Negli ultimi tempi, dopo che la Regione ha stanziato 8 milioni di euro per finanziare al 50 per cento i lavori per la realizzazione del percorso meccanizzato tra il parcheggio Achille Lauro ed il porto di Marina Piccola, c’è chi sostiene l’opportunità di investire parte del maggior gettito derivante dall’imposta di soggiorno proprio in questo progetto, in modo da mantenere il controllo pubblico sull’opera. “Sicuramente – conferma Costanzo Iaccarino – potrebbe essere l’idea giusta per utilizzare nel modo migliore queste risorse”.

Il sindaco Cuomo, però, frena gli entusiasmi: “I vincoli imposti dal patto di stabilità ci consentono uno spazio di manovra limitato. Sorrento può investire nella spesa corrente al massimo un milione e 500mila euro ogni anno e per il 2018 abbiamo già destinato 1,2milioni al restyling del corso Italia nel tratto tra piazza Tasso e l’ospedale Santa Maria della Misericordia. In teoria potremmo sottoscrivere un mutuo, ma lo Stato pone limiti molto rigidi alla nostra possibilità di indebitamento e ciò preclude l’opportunità per il Comune di realizzare in proprio il percorso meccanizzato”. Per gli ascensori destinati a collegare il centro di Sorrento con l’area portuale, quindi, si conferma l’orientamento di ricorrere al project financing.