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Arrivata a Sorrento la prima famiglia di profughi

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SORRENTO. Sono arrivati ieri dopo essere partiti l’altra notte in aereo verso l’Europa per iniziare una nuova vita. Si tratta di 113 cittadini eritrei, somali e sud sudanesi, destinati a 18 Caritas diocesane dal Nord al Sud d’Italia, tramite il “trasferimento” sicuro e legale verso l’Italia, grazie ai corridoi umanitari promossi nell’ambito del Protocollo d’intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Cei, finanziati con l’otto per mille alla Chiesa cattolica italiana, che agisce attraverso Caritas italiana e Fondazione Migrantes. Dopo il primo arrivo a novembre (una ventina), entro un anno arriveranno dai campi etiopici 500 profughi.

La famiglia Tuy Tuy, padre, madre e 8 figli sudanesi, non ha mai visto il mare e non ha mai mangiato una vera pizza napoletana. La mamma allatta una bimba di 6 mesi e mezzo, la più piccola del gruppo dei 113 profughi arrivati ieri nel nostro Paese con i corridoi umanitari. Sgranano tanto d’occhi, di meraviglia e stupore, quando gli operatori di Caritas italiana e Comunità di Sant’Egidio fanno vedere, dal tablet, le foto della loro destinazione: Sorrento, dove saranno accolti per un anno dalla Caritas diocesana, nell’ambito del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”.

Ad Addis Abeba, in Etiopia, prima di prendere il volo per l’Italia gli ultimi colloqui preparatori con gli “urban refugees”, i rifugiati costretti a fuggire tanti anni fa dai loro Paesi. Dopo un lungo periodo nei campi profughi – dove vivono ancora oltre 800mila persone da Sud Sudan, Eritrea, Somalia, Sudan, Yemen – sono stati spostati nella capitale etiopica dall’agenzia Arra (l’organizzazione locale preposta alla gestione dei rifugiati) perché troppo vulnerabili o a rischio violenze e persecuzioni. Dei 113 profughi dei corridoi umanitari la metà sono minorenni.