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Arriva il nuovo divieto di balneazione per il Purgatorio di Meta

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META. L’arrivo, l’altro giorno, di dati Arpac aggiornati per nulla incoraggianti in merito alla qualità del mare che bagna il tratto di litorale denominato del Purgatorio, faceva presagire che a breve sarebbe arrivata una nuova stretta sui tuffi. E così è stato. Ieri, infatti, il sindaco di Meta, Giuseppe Tito, è stato costretto per la seconda volta in meno di un mese ad emanare un’ordinanza che impone il divieto di balneazione nella zona.

Le analisi eseguite nei laboratori dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania sui campioni di acqua acquisiti martedì scorso hanno confermato la presenza in misura allarmante di agenti inquinanti. Prelievi effettuati in otto diversi punti del litorale tra la Marina di Meta e Purgatorio. Ebbene, in molti casi i dati erano decisamente elevati ed in tre siti hanno anche superato i valori limite previsti dalla normativa. In particolare si rileva la presenza di escherichia coli in eccedenza in tre punti di prelievo, ma numeri preoccupanti, seppure entro la soglia massima, anche in altri due campioni. Per quanto riguarda gli enterococchi intestinali, invece, si evidenzia un solo sforamento.

Nella zona dove entrambe le forme batteriche erano presenti con valori superiori ai limiti (cosiddetto “punto studio”, ossia un’area considerata a rischio perché in prossimità si trova una potenziale fonte di inquinamento) è stata rilevata anche la presenza di chiazze di schiuma marrone sull’acqua e di rifiuti solidi in galleggiamento. In virtù di tali risultati, quindi, il sindaco Tito non ha potuto fare altro che emanare il nuovo divieto di balneazione. Provvedimento che, come scrive lo stesso primo cittadino, “ha decorrenza immediata” e resterà in vigore “fino a nuova comunicazione”. E non è il primo del 2018. Già il 20 giugno scorso, infatti, era arrivato un analogo provvedimento dopo che l’Arpac aveva rilevato valori anomali di batteri fecali. Poi, la settimana successiva, arrivate le controanalisi che avevano limitato ad un’area più ristretta la presenza eccessiva tanto di enterococchi intestinali quanto di escherichia coli, l’ordinanza era stata in parte revocata, mantenendo lo stop ai bagni solo in parte della spiaggia del Purgatorio. Ed ora si cambia di nuovo, con il divieto che viene esteso all’intera area.

Nel frattempo l’Arpac rileva problemi anche per lo specchio di mare che bagna Vico Equense. Martedì scorso i tecnici hanno eseguito un campionamento nel tratto di litorale compreso tra Santa Maria del Toro e la spiaggia di Seiano. Sono due i prelievi effettuati a circa 10 minuti di distanza l’uno dall’altro. Nel primo, di routine, i valori sono risultati assolutamente nei limiti di legge, mentre nel secondo, eseguito per una situazione di emergenza legata ad anomalie riscontrate dall’Arpac o segnalate da altri enti, si evidenzia uno sforamento per quanto riguarda l’escherichia coli la cui quantità riscontrata è di ben quattro volte il limite massimo previsto dalla normativa. Nello stesso punto rilevata anche la presenza di chiazze di schiuma scura e di rifiuti solidi.

In virtù di tali dati l’Arpac “sconsiglia” la balneazione nel tratto di costa dove i test hanno sancito la presenza di agenti inquinanti. Ovviamente compete poi al sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, il compito di emettere, nel caso lo ritenga opportuno, l’ordinanza che vieta i tuffi nell’area. Cosa che, al momento, non ha fatto, anche perché, evidentemente attende l’esito delle controanalisi i cui risultati dovrebbero arrivare già nei prossimi giorni. Intanto domani e lunedì, proprio a Vico Equense, farà tappa la Goletta Verde di Legambiente nel suo tour lungo le coste italiane per verificare la qualità del mare. Prevista anche una sosta a Sorrento per celebrare la conquista della prima Bandiera Blu da parte della città.