Al via il progetto per ripulire gli oceani dalla plastica

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Oceani ripuliti dalla plastica grazie a Ocean CleanUp Array, la straordinaria invenzione di Boyan Slat. Un’idea partita come un sogno dall’acuta mente del giovane, che ha ideato un dispositivo in grado di catturare milioni di tonnellate di rifiuti in appena 5 anni. E adesso è realtà. Dopo aver raccolto i fondi necessari a realizzare il prototipo attraverso una campagna di crowdfunding, la società olandese che si sta occupando della produzione del dispositivo ha annunciato che il programma di pulizia degli oceani prenderà il via entro i prossimi 12 mesi, in anticipo di due anni rispetto al 2020, la data inizialmente prevista.

Ocean CleanUp Array è un sistema composto da due lunghe braccia posizionate a pelo d’acqua. Il dispositivo è profondo circa 3 metri, una scelta non casuale visto che è in grado di intercettare la maggior parte della plastica che si trova in mare e che galleggia in superficie. Le panne assorbenti di cui è dotato, pur rimanendo ferme, bloccano i rifiuti lavorando come una sorta di imbuto: la plastica viene spinta proprio dall’angolo dei bracci. Infine, viene fatta arrivare alla piattaforma di raccolta, poi filtrata, separata dal plancton e conservata per il riciclo.

Rispetto all’idea originale, gli scienziati olandesi che si sono occupati di realizzare il progetto, hanno pensato a una rete per raccogliere i detriti sul fondo dell’acqua. L’obiettivo di Boyan Slat è quello di recuperare 5 milioni di detriti dagli oceani. Secondo Ocean Cleanup, 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani ogni anno. Questi detriti sono per lo più bottiglie o buste.

Questa nuova tecnologia modulare e il successo di finanziamento annunciato il 3 maggio 2017, faranno sì che già a fine anno si svolgano i test in mare al largo della costa occidentale degli Stati Uniti. Poi, nel 2018 CleanUp si occuperà del Great Pacific Garbage Patch, l’isola di plastica del Pacifico.

Di sicuro potrebbe essere il progetto giusto per la pulizia del mare, anche se sarebbe più utile andare alla radice del problema, evitando di abbandonare nell’ambiente i rifiuti, in particolare quelli di plastica. Tanto più che il problema non riguarda solo gli oceani, ma anche il mare sotto casa nostra. Basti ricordare le tonnellate di rifiuti rimosse dai fondali negli ultimi anni durante le operazioni di bonifica.