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Addio a “Napoleone”, storica guida turistica di Sorrento

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Personaggi come lui non passavano inosservati. Vestiva con i colori dell’arcobaleno. Il sorriso sempre aperto all’accoglienza. La serenità di accompagnare il turista come una missione. Con lui scompare un pezzo di storia dell’arte di una professione che si rinnova, ma conserva intatte le sue prerogative: l’apertura all’accoglienza. Eduardo Frusciante, in arte (sì, era un artista, illuminato e gioviale) Napoleone, impareggiabile guida turistica, è scomparso la vigilia di Natale.

Ho avuto il privilegio di conoscerlo e di godere della sua amicizia, colloqui sempre piacevoli di sport e turismo, storie di campanili: il Napoli, il Sorrento, la Scafatese. Sì, la Scafatese, perchè “Napoleone” (mi è consentito tacitamente parlarne così) era originario di Scafati, terra natìa che non aveva mai rinnegato, tanto da andarne fiero. Per Lui, gli scavi di Pompei, Oplonti ed Ercolano non avevano segreti. Preferiva questi siti d’arte per accompagnare i turisti “Daily” in arrivo in costiera, piuttosto che seguirli nelle escursioni a Capri e la Costiera amalfitana.

Negli anni aveva conservato l’estro nel vestire e la simpatia nell’accoglienza. Non ci sono operatori tustici di Roma e Napoli, agenti di viaggio, titolari di bus e vetture a noleggio che non hanno avuto l’occasione di conoscerlo e di condividere la sua naturale simpatia che nascondeva la sua voce roca, certamente retaggio delle tante sigarette che accompagnavano la sua quotidianità.

La vita per lui non è stata tenera, strappandogli il figlio Alez, stroncato qualche anno fa da un inesorabile male. Una “ferita” che ne aveva attenuato il sorriso, ma io prefisco ricordarlo vestito con i colori dell’arcobaleno e la simpatia dei nostri dialoghi sul Napoli, il Sorrento e la Scafatese.

Ciao, Napoleone, con Te sfuma un’altra nobile figura di guida turistica della tua generazione, dopo “Fessillo”, “Santabarbara”, Pino Marino.

di Antonino Siniscalchi