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Abusi sul monte San Costanzo, sequestro dei Carabinieri Forestali

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Il Wwf Terre del Tirreno, allertato da alcuni escursionisti, aveva segnalato alla polizia municipale di Massa Lubrense, alla stazione Carabinieri Forestale di Castellammare di Stabia ed alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, in località Monte San Costanzo, in uno dei siti paesaggisticamente più pregiati del Comune di Massa Lubrense, in una proprietà recintata posta tra la strada del radiofaro e il sentiero che dalla stessa rotabile si spinge al belvedere su Mitigliano, un cumulo di massi di diversa grandezza, divelti con l’ausilio di mezzi meccanici e rocce in frantumi lungo il tratto di sentiero e nelle immediate vicinanze. In tale area si è proceduto infatti a sbancamento di terreno con mezzi pesanti e realizzazione di un pergolato in pali di castagno con strutture palafitte e terrazze in tavolato, il tutto occultato da recinzione in cannucciato e reti.

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“Il timore – fanno sapere dal Wwf – da voci giunte alla nostra associazione, è che in tale spicchio di terreno potesse sorgere un nuovo punto ristoro sulla falsa riga del “chiosco-bar” situato a Termini, all’inizio di via del Monte”. Immediato l’intervento dei Carabinieri Forestali che, giunti da Castellammare di Stabia, hanno accertato che le opere, realizzate in area Sic e di Parco Territoriale (zona L) sottoposto alla massima tutela per le emergenze faunistiche e vegetazionali del sito, erano state impunemente costruite senza alcun atto autorizzativo e, pertanto, procedevano a sequestro ed alla denuncia del committente dei lavori per violazioni alle norme paesaggistiche vigenti (violazione del Put L.R. n. 35/87 e ai sensi dell’art.146 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio – D.lgs. n.42/2004) in un’area a rischio idrogeologico a monte della storica frana di Mitigliano del ’73.

“Dopo quasi 10 anni torna a saltare, per mano dell’uomo, la bella roccia naturalmente affiorante sulla cima del monte San Costanzo – dichiarano gli attivisti del Wwf Terre del Tirreno – Nulla di nuovo, si dirà: è risaputo che sul Monte, e alle falde del Monte, ognuno fa quel che desidera. La cosa più assurda è che la maggior parte degli abituali frequentatori della collina più occidentale della penisola sorrentina non è in grado di comprendere ciò che accade sotto i propri occhi e né le forze dell’ordine locali di vigilare su quel prezioso e fragile territorio dove sopravvivono, tra l’altro, rare e preziose specie di orchidee”.