Via al monitoraggio del granchio blu lungo le coste della Campania

La Regione Campania avvia “un’azione strutturata di monitoraggio scientifico per prevenire possibili danni agli ecosistemi marini e alle attività di pesca e acquacoltura” che potrebbero derivare dalla diffusione del granchio blu nel proprio mare. Ad annunciare il piano è l’assessore regionale alla Protezione civile, Biodiversità, Pesca e Acquacoltura, Politiche di riforestazione, Tutela degli animali, Sport e Politiche giovanili, Fiorella Zabatta.

“Poniamo in essere un’azione preventiva fondata su dati scientifici, programmazione e responsabilità istituzionali. Non aspettiamo che il fenomeno diventi emergenza, come già accaduto in altre Regioni”, spiega l’esponente della giunta del governatore Roberto Fico. Negli anni scorsi, nel corso dei tavoli di confronto con gli operatori del settore, erano emerse diverse segnalazioni sulla presenza del granchio blu lungo il litorale della Regione. Ma ad oggi manca un quadro tecnico completo fondato su dati puntuali e sistematici sulla diffusione della specie e sul suo impatto sugli ecosistemi acquatici.

In questo contesto, l’azione avviata Palazzo Santa Lucia rappresenta il primo riscontro strutturato alla nota trasmessa nel febbraio 2025 dal Commissario straordinario nazionale per il contrasto alla diffusione del granchio blu, Enrico Caterina.

“Le esperienze di altre Regioni, dove il granchio blu sta mettendo a rischio gli allevamenti di vongole, cozze e ostriche e ha prodotto effetti rilevanti sugli stock ittici, sull’acquacoltura e sull’equilibrio degli ecosistemi marini, rappresentano un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”, chiarisce l’assessore Zabatta. Proprio per questo la Regione Campania ha dato avvio a un monitoraggio della popolazione di Callinectes sapidus lungo la costa campana, finalizzato alla valutazione dell’impatto della specie invasiva sugli habitat di molluschi eduli lamellibranchi, sullo stato sanitario delle specie presenti e sulla biodiversità marina.

L’iniziativa rientra nel PN FEAMPA 2021-2027 ed è attuata attraverso una proposta progettuale dedicata alla “Protezione delle risorse biologiche marine della Regione Campania e alla conservazione della diversità ecologica degli ambienti acquatici in relazione alla presenza del granchio blu”, affidata al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

“Con questo progetto mettiamo insieme ricerca scientifica, tutela ambientale e sostegno alle attività produttive, perché la prevenzione è l’unica strada per garantire la salvaguardia dell’ecosistema marino e la sicurezza economica delle comunità costiere”, conclude Zabatta. La Regione Campania conferma infine la piena disponibilità a collaborare con le strutture nazionali competenti per contribuire all’aggiornamento della mappatura nazionale della specie e alla definizione di strategie condivise di prevenzione e contenimento.

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