Truffe online per svuotare i conti correnti, un arresto a Napoli

Su delega del Procuratore della Repubblica si comunica che in data 9 febbraio 2026 militari della
Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli – aliquota Guardia di Finanza
nonché della Stazione e del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Marano di Napoli – hanno dato
esecuzione a un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere e ad un decreto di sequestro
preventivo diretto e “per equivalente” ex art 322-ter c.p., emessi dal gip del Tribunale di Napoli nei
confronti di un soggetto ritenuto gravemente indiziato di più reati di accesso abusivo a sistema
informatico e di frode informatica in danno di correntisti e aziende.

Le indagini, avviate dall’anno 2024 a seguito delle denunce presentate da cittadini rimasti vittime delle condotte delittuose, sono state condotte sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica ed hanno consentito di ricostruire un articolato e sofisticato meccanismo fraudolento riconducibile al fenomeno noto come “vishing”, caratterizzato dall’invio di messaggi di testo dal contenuto ingannevole, apparentemente provenienti da primari istituti di credito, attraverso i quali le persone offese venivano indotte a ritenere compromessa la sicurezza dei propri conti correnti.

A tali messaggi faceva seguito il contatto telefonico da parte di un sedicente operatore bancario che, mediante l’utilizzo di artifici e raggiri, riusciva a carpire le credenziali dispositive di accesso ai servizi di home banking delle persone offese. Una volta ottenuto l’accesso illegittimo, le giacenze monetarie venivano distratte e trasferite su rapporti finanziari e carte prepagate nella disponibilità dell’indagato, consentendogli di conseguire un profitto illecito quantificato in circa 50mila euro.

In tale contesto la Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza ha sviluppato una
approfondita analisi dei flussi finanziari che ha permesso di ricostruire la destinazione delle somme
illecitamente acquisite, spesso confluite in operazioni di prelievo di contante o in ricariche di utenze telefoniche.

Allo stesso tempo, grazie allo sviluppo degli indizi e degli elementi di prova acquisiti dall’Arma dei Carabinieri si riusciva a risalire all’identità dell’indagato e ad effettuare anche mirate attività di perquisizione e di sequestro che consentivano il recupero – già in corso di indagini – di parte della refurtiva, di device informatici e di ulteriore documentazione utile per il prosieguo delle indagini.

In virtù di tali risultanze, e delle nuove potenzialità investigative offerte dalla L. 90/24, è stato
possibile anche disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca “per equivalente” dí somme di denaro e beni costituenti il profitto dei reati contestati.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui
sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e, quindi, presunta innocente fino a sentenza definitiva.

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