Sorrento. Sfratto della Società operaia dal Sedil Dominova, c’è il dietro-front: il commissario richiama il dirigente

Diffida all’utilizzo dei locali del Sedil Dominova da parte della Società operaia di mutuo soccorso, marcia indietro del Comune. È arrivata nella serata di ieri la nota del sub commissario Eliseo Nicolì che, su indicazione del commissario straordinario Rosalba Scialla, di fatto annulla quanto disposto dal dirigente Vincenzo Limauro.

“Con riferimento all’atto di diffida prot.19919 in data 24 marzo ultimo scorso, di cui si è venuto a conoscenza solo in data odierna, si comunica che, i contenuti di detta diffida non sono conformi alle disposizioni impartite dal commissario straordinario nella delibera n. 19 in data 19 marzo 2026 – si legge nel documento -. Le chiavi dell’immobile rimarranno nella disponibilità della Società operaia di mutuo soccorso che se concordata, svolgerà anche servizio di guardiania e potrà utilizzare il bene a rotazione con associazioni e organizzazioni per iniziative cittadine, di carattere non politico”.

Poi la bacchettata a Limauro: “Per il dirigente che legge per conoscenza si richiama l’obbligo di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dall’amministrazione comunale, nell’ambito delle
sue prerogative di indirizzo, astenendosi da iniziative ad esse non conformi”.

Inversione di rotta accolta con soddisfazione dal presidente della Società operaia, Francesco Gargiulo. “Si tratta di un atto importante che ristabilisce verità e giustizia rispetto alla storia di un’istituzione che da oltre 150 anni dà lustro alla comunità sorrentina ed alla nostra città – commenta -. La Società operaia non ha mai occupato la propria sede senza titolo, né è mai stata un occupante illegale. Al contrario, anche in assenza di obblighi formalizzati, abbiamo sempre provveduto con responsabilità alla manutenzione ordinaria del bene, alla sua guardiania e alla pulizia. Abbiamo inoltre garantito, nel tempo, che il Sedil Dominova restasse un luogo aperto e vivo per la comunità, assicurandone l’accesso pubblico quotidiano e rendendolo disponibile per iniziative ed eventi culturali”.

“Desidero ricordare che la Società operaia non è una semplice associazione privata, ma una vera istituzione popolare, che ha visto passare tra i suoi soci persone di ogni estrazione sociale, culturale e politica. Non è mai stata e mai sarà legata al nome o alla personalità del presidente pro tempore, ma esclusivamente ai suoi valori fondanti e alla sua gente – aggiunge Gargiulo -. Ripeto il maldestro tentativo di sfrattare la storica Società operaia e insieme la storia leggendaria di Sorrento, sventolando la bandiera della trasparenza e della legalità, è naufragato miseramente. Chi aveva mire sul bene resterà deluso perché, come ribadito dal sub commissario, il Sedil Dominova non solo resterà nelle disponibilità della Società Operaia, ma di tutta la comunità sorrentina”.

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