Sorrento. Revocata l’ordinanza di chiusura di un ristorante per carenze igienico sanitarie

Può riaprire il ristorante della zona collinare di Sorrento chiuso nei giorni scorsi a causa di carenze igienico-sanitarie. Le verifiche erano partite a seguito della segnalazione di un caso di epatite virale A da parte dell’Asl Napoli 2 riguardante una persona che ha dichiarato di aver consumato lo scorso 30 aprile 2026 frutti di mare presso il locale e più in generale nell’ambito delle attività di monitoraggio straordinario per la ricerca del virus Epatite A condotto dal settore sanitario della Regione Campania.

In seguito, con un successivo sopralluogo, il personale sanitario e tecnico dell’Asl Napoli 3 Sud ha proceduto alla sospensione ad horas dell’attività di ristorazione fino al ripristino dei requisiti igienico sanitari. Controlli che hanno riguardato il laboratorio di cucina, il deposito, i servizi igienici e lo spogliatoio. Inoltre si è provveduto anche al sequestro di numerosi alimenti privi di documentazione nell’ambito della rintracciabilità dei prodotti ed è stata riscontrata la carenza di documentazione amministrativa.

Tenendo conto di quanto rilevato il dirigente del quarto dipartimento del Comune di Sorrento, Graziano Maresca, lo scorso 8 maggio ha firmato un’ordinanza con la quale disponeva, “la sospensione immediata dell’attività alimentare – somministrazione alimenti e bevande – del ristorante ad insegna “Il Borgo” ubicata in Sorrento alla via Nastro Verde, 44/46 ed all’adempimento delle prescrizioni meglio dettagliate nel verbale dell’Asl Napoli 3 Sud prot. 11492 del 30/04/2026 Registrato dalla Uosd Prevenzione Collettiva Ambito 6”.

Ora, dopo che gli ispettori dell’Asl Napoli 3 Sud hanno verificato l’ottemperanza di tutte le prescrizioni con ripristino dei requisiti igienico sanitari di legge è stata decisa la revoca dell’ordinanza di chiusura dell’esercizio. Allo stesso tempo, come si legge nel nuovo provvedimento, “permangono i presupposti di irrogazione di sanzione consequenziale al fatto che l’attività di
somministrazione è stata esercitata senza le dovute garanzie sanitarie di cui alle procedure di legge, tali da rappresentare un rischio per la salute sia degli avventori dell’esercizio sia per la collettività”. Nei confronti del titolare, quindi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3mila euro.

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