Il sindaco di Sorrento, Corrado Fattorusso, ha diffuso sui social il proprio sfogo nei confronti di chi utilizza i suoi affetti più cari per attaccarlo. In particolare nel mirino degli hater sarebbe finita l’anziana madre del primo cittadino.
Questo il post del sindaco Fattorusso.
Per settimane ho scelto di non rispondere. Ho accettato le critiche politiche, anche le più dure, e persino gli attacchi personali. Fa parte del ruolo che i cittadini di Sorrento mi hanno affidato. Ma in questi giorni è stato superato ogni limite.
È stata fotografata mia madre, una donna di oltre ottant’anni, mentre, con il suo bastone, scendeva dall’auto per una semplice commissione. La sua immagine, la targa dell’auto e la sua identità sono state pubblicate sui social nel tentativo di colpire me.
Mia madre non ricopre alcun ruolo pubblico. Non ha scelto la vita politica. Non partecipa al dibattito politico. È semplicemente un’anziana signora che merita il rispetto dovuto ad ogni persona, a maggior ragione alla sua età.
Colpire una madre anziana per cercare di colpire un figlio è un gesto che non ha nulla a che vedere con la politica. È qualcosa di profondamente diverso. Ed è qualcosa che non intendo più tollerare.
Tutto ciò significa oltrepassare il confine della civiltà e del rispetto, oltre che violare una serie di precetti di carattere penale posti a tutela della privacy e della reputazione.
Per questo ho dato mandato a un avvocato penalista al fine di presentare denuncia. Alcune persone presenti hanno visto chi si trovava nell’auto (peraltro ferma sulle strisce pedonali) da cui sono state scattate le fotografie e saranno svolti tutti gli accertamenti necessari, anche attraverso l’eventuale acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.
Questo non è dissenso politico, è vigliaccheria. Il dissenso politico è confronto, anche acceso, sulle idee, sulle scelte e sull’azione amministrativa.
I profili fake, l’odio anonimo e gli attacchi personali non possono diventare il modo di fare politica a Sorrento e nella Penisola Sorrentina.
Sorrento e la Penisola Sorrentina meritano un confronto civile. Non un tribunale dell’odio alimentato da profili senza volto.
Al sindaco Fattorusso va tutta la solidarietà di SorrentoPress.






