Ieri il prefetto Michele di Bari, su delega del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha inviato la commissione di indagine presso il Comune di Sorrento, “per verificare la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nel contesto dell’amministrazione”.
A presiedere l’organismo è il vice prefetto Vincenzo Chietti affiancato dal comandante del nucleo comando della compagnia carabinieri di Sorrento, luogotenente Giuseppe Donno, e dal capitano della Guardia di finanza Francesco Tartaglione, comandante della compagnia di Massa Lubrense, titolare delle indagini sul cosiddetto “Sistema Sorrento” venuto alla luce in seguito all’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola accusato di aver intascato tangenti su appalti per lavori e servizi pubblici.
L’accesso avrà una durata di tre mesi, prorogabili una sola volta per ulteriori tre mesi. In questo lasso di tempo i commissari dovranno verificare, così come stabilisce l’articolo 143 del Tuel, la presenza di “concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori”, ovvero l’esistenza di “forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità” dell’amministrazione, “nonché il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica”.
I risultati dell’indagine saranno trasmessi al prefetto, il quale, entro 45 giorni, sentito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, invierà al ministro dell’Interno una relazione in cui si dà conto della eventuale sussistenza degli elementi che hanno portato alla nomina della commissione d’accesso.





