Cresce l’attesa per conoscere le motivazioni della sentenza che ha assolto tutti gli imputati accusati di lottizzazione abusiva in merito all’edificazione del complesso di housing sociale di Sant’Agnello. A fine maggio scorso è arrivata la pronuncia di primo grado del tribunale che nei prossimi giorni dovrebbe rendere note le ragioni alla base della decisione.
Una volta che la Procura di Torre Annunziata guidata dal procuratore capo Nunzio Fragliasso avrà in mano tutte le carte valuterà se ricorrere in appello. È probabile, quindi, che il procedimento giudiziario non sia concluso, e si dovrà arrivare quantomeno ad un giudizio di secondo grado.
Pertanto, per i 53 assegnatari degli alloggi di via Monsignor Bonaventura Gargiulo, la vicenda potrebbe non essere ancora arrivata al capolinea. Con il fiato sospeso soprattutto i 38 nuclei familiari che occupano gli appartamenti già da alcuni anni non disponendo di diverse soluzioni abitative.
E nel frattempo bisogna fare i conti anche con altri problemi. Sul complesso immobiliare grava il pignoramento richiesto dall’avvocato Valerio Ricciardi, legale di alcuni degli assegnatari, che chiedeva la risoluzione del contratto e la restituzione della caparra per inadempimento da parte della Shs, la società che ha realizzato gli edifici, o, in subordine, per impossibilità sopravvenuta.
I giudici civili di primo grado, nel 2024, avevano accolto la domanda sul presupposto della impossibilità sopravvenuta ed avevano condannato la società a restituire a ciascuno dei clienti dell’avvocato una somma variabile tra 60mila e 154mila euro, pari al valore della caparra che gli assegnatari avevano versato senza poter avere accesso alle case.
Sul presupposto di quella sentenza di primo grado ed in attesa della pronuncia di appello, poiché Shs non ha versato finora nulla ai propri clienti, il legale ha chiesto ed ottenuto il pignoramento dell’intero complesso immobiliare.
Ma c’è ancora un’altra spada di Damocle che grava sugli alloggi di housing sociale di Sant’Agnello. Intesa Sanpaolo ha depositato presso il Tribunale di Torre Annunziata – sezione Esecuzioni Immobiliari – un atto d’intervento. Chiede, cioè, “di essere ammessa a partecipare alla distribuzione della somma che si ricaverà dall’esecuzione intrapresa nei confronti della società per la cifra di 5 milioni 120.469 euro”.
L’iniziativa si fonda sul presupposto che nel 2017 la Shs aveva sottoscritto con la Banca Prossima spa, ora del gruppo Intesa Sanpaolo, un prestito per circa 5 milioni di euro finalizzato a garantire alla società la liquidità per avviare i lavori di costruzione delle case e delle altre opere previste nel progetto. Prestito che non è stato ancora rimborsato per cui l’istituto di credito si associa all’iniziativa intrapresa dall’avvocato Ricciardi.
Per gli assegnatari gli appartamenti la vicenda è tutt’altro che conclusa, insomma.





