I titolari degli stabilimenti balneari di Massa Lubrense preoccupati in vista della prossima stagione. Operatori che sono alle prese con le incognite legate all’installazione delle strutture amovibili sulle aree del demanio marittimo dopo i sequestri operati lo scorso dicembre da parte di Capitaneria di porto e Guardia di finanza di 9 palafitte tra quelle a disposizione di 5 lidi e di 4 ristoranti di Marina del Cantone.
Blitz contro le occupazioni abusive, coordinato a livello circondariale dalla Procura di Torre Annunziata e sul piano distrettuale dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, che ha fatto seguito a quelli che avevano interessato altre zone del litorale del golfo di Napoli.
In sostanza i militari impegnati nell’operazione hanno rilevato che le costruzioni a servizio degli esercizi, che avrebbero dovuto essere rimosse al termine della stagione balneare, occupavano ancora, illecitamente, le spiagge per una superficie complessiva di circa 566 metri quadrati.
Ed ora i concessionari non sanno se la prossima estate avranno a disposizione quelle che considerano una parte fondamentale delle loro aziende. Da ciò la richiesta di un confronto con il sindaco facente funzioni, Giovanna Staiano, l’assessore al Demanio, Sergio Fiorentino ed il segretario generale dell’ente, Roberto Franco.
Nel corso del summit i balneari hanno evidenziato di ritenere i sequestri “incomprensibili alla luce della proroga delle concessioni fino a dicembre 2027, regolarmente rilasciata dal Comune e ben nota agli uffici competenti”. In realtà, ha spiegato il primo cittadino di Massa Lubrense, “quelle strutture, in base al Codice della navigazione, andavano rimosse anche negli anni precedenti ed il fatto che le autorità preposte alle verifiche non fossero intervenute non costituisce un tacito assenso al loro mantenimento”.
Ma ciò che più preoccupa al momento i titolari dei lidi sono i tempi per poter riposizionare le palafitte considerando che per ottenere le nuove autorizzazioni potrebbe trascorrere anche un anno, con il rischio di dire addio alla prossima stagione. L’iter, infatti, è lungo: bisogna chiedere il dissequestro per eseguire il ripristino e solo dopo si può ottenere una nuova autorizzazione. Il sindaco Staiano si è comunque impegnato a verificare se è possibile approvare una delibera per favorire la destagionalizzazione degli impianti.





