Ci fu un tempo in cui si arrivava a Sorrento per ammirare il paesaggio e poi si ripartiva. I viaggiatori europei erano attratti dalla costa, dalla luce e dai luoghi legati a Torquato Tasso, ma la città era soprattutto una tappa da visitare. Poi tutto cambiò.

La ricostruzione di questo storico passaggio per la località costiera oggi capitale dell’ospitalità del Mezzogiorno d’Italia è racchiusa nel libro “Alle origini del turismo. Il Grand Hôtel Vittoria a Sorrento dei Rispoli Fiorentino”, scritto dalla storica Annunziata Berrino, in uscita il 6 novembre, edito da il Mulino.
All’origine di questa trasformazione vi fu la visione di Aniello Rispoli, che comprese tra i primi le potenzialità di Sorrento come luogo non soltanto da visitare, ma nel quale soggiornare. Idea raccolta e sviluppata dalla famiglia Fiorentino, che ha guidato l’Excelsior Vittoria attraverso quasi due secoli, accompagnandone l’evoluzione fino ad ora.
Oggi, alla sesta generazione, la famiglia Fiorentino continua a custodire e sviluppare quell’impresa familiare, mantenendo vivo il legame tra l’albergo, Sorrento e la storia del turismo internazionale.
“L’intuizione di Aniello Rispoli fu di dare al panorama un ruolo nuovo – scrive Berrino -. L’albergo venne pensato per i viaggiatori e costruito in rapporto con il mare: la posizione, la luce, gli affacci e il giardino erano parte del progetto fin dall’inizio. Oggi scegliere una camera per la sua vista sembra naturale”.

Allora era una visione lungimirante, che Berrino riconosce come particolarmente precoce anche rispetto alla vicina Napoli, già affermata negli itinerari del Grand Tour europeo. Quella stessa attenzione guidava tutto ciò che accadeva oltre la camera. Gli ospiti potevano affidarsi all’albergo per organizzare carrozze, imbarcazioni ed escursioni, accompagnati da persone conosciute e fidate.
“La cucina, il servizio e la cura degli spazi completavano un soggiorno pensato per permettere ai viaggiatori di vivere il territorio con agio e sicurezza. Già allora la famiglia prima che si parlasse di “esperienze”, proponeva una concezione di ospitalità che andava oltre il semplice soggiorno”.
Attingendo a documenti d’archivio e a pubblicazioni dell’epoca, Berrino restituisce il senso di quella visione:riconoscere in un luogo amato dai viaggiatori la possibilità di costruire una nuova cultura dell’accoglienza. Il libro segue così il cammino che, dalla visione pioneristica di Aniello Rispoli allo sviluppo dell’Excelsior Vittoria attraverso le generazioni della famiglia Fiorentino, ha fatto dell’albergo di piazza Tasso un testimone della nascita del turismo moderno a Sorrento.






