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I turisti pronti a tornare in costiera sorrentina, “ma serve sicurezza”

Bisogna ripartire, ma come? La più grande azienda ricettiva del Mezzogiorno, la Penisola Sorrentina, non vuole solo leccarsi le ferite che pure sono dolorose e profonde ma vuole guardare avanti badando soprattutto a due obiettivi fondamentali: salvaguardare le aziende sul piano economico senza svendere l’ottima immagine internazionale che hanno saputo costruirsi; mantenere saldo il rapporto con il mercato inglese che da sempre assicura il più numeroso flusso di turisti.

Ma per mantenere i prezzi e garantire qualità occorre innanzitutto garantire l’occupazione. “Serve immediatamente liquidità – spiega Costanzo Iaccarino, presidente regionale di Federalberghi e titolare dell’hotel Tramontano, uno dei più prestigiosi alberghi di Sorrento – per garantire i posti di lavoro. Lo staff di un albergo è la sua reale forza. Perdere uno chef, un maitre o un portiere può significare compromettere l’immagine stessa della struttura”.

Quasi sedicimila posti letto censiti nelle strutture alberghiere da Vico Equense a Massa Lubrense, altrettanti o, forse di più, negli esercizi exstralberghieri, case vacanze, ville, b&b, agriturismo e così via. In questo segmento il forse è necessario perché i conti non tornano mai, accanto a quelli autorizzati ci sono quelli che non figurano da nessuna parte e che pure riescono in qualche modo a trovare ospiti.

Una marea di letti che ha ingigantito oltre ogni misura il settore della ristorazione che va dai ristoranti stellati, alle patatine fritte. E poi bar, pub, stabilimenti balneari, locali notturni. La giostra è enorme, come si vede, e su questa sale il commercio sia quello all’ingrosso (forniture ad alberghi e ristoranti) sia quello al dettaglio finalizzato per lo più allo shopping dei vacanzieri.

E allora da qualunque punto di vista la si guardi bisogna rimettere in moto questa giostra. Il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, sta ascoltando le categorie, vuole proposte concrete da portare per affrontare la fase 2 in sicurezza e per trasmettere sicurezza al mercato turistico.

“Credo – dice Paolo Durante, tour operator tra i più noti della penisola sorrentina – che per la vera ripresa bisogna aspettare il 2021. Quest’anno ai provvedimenti del governo nazionale e regionale dobbiamo sommare i nostri del territorio. Dobbiamo innanzitutto trasmettere sicurezza. Cosa che, è bene dirlo subito, avrà anche un visto aggiuntivo”.

Già, sicurezza. Purtroppo a Sorrento come a Sant’Agnello, Piano, Meta e Vico Equense, gli spazi non sono enormi, nei centri storici mantenere le distanze non sarà semplicissimo come non lo sarà per gli accessi al mare. Si tratta, quasi ovunque, di stabilimenti su palafitte o di piccole spiagge su cui insistono varie attività. Le proposte che circolano sono tante per mantenere le distanze: si va dagli accessi regolamentati per cognomi (abc un giorno, def un altro giorno) al numero chiuso (posti disponibili solo su prenotazione).

Ma la fiducia non deve venir meno. La pensa così Mario Colonna, albergatore e componente della commissione turismo della Camera di Commercio. “Il 17 giugno – dice – potrebbe iniziare la fase 2 in Penisola Sorrentina. Si perché il Tour Operator Inglese Jet2 intende riprendere l’attività e portare i suoi clienti a Sorrento. Anche loro hanno necessità di muoversi, di rimettere in moto le flotte aeree senza contare il fatto che hanno già pagato anticipazioni. Ovviamente si aspettano che sia tutto aperto e funzionante.

Dando per scontato che si metterà in atto il protocollo sanitario e che tutti gli operatori indistintamente dovranno dimostrare di possedere una dose enorme di coraggio imprenditoriale per difendere, a costo di affrontare ulteriori perdite d’esercizio, il livello delle proprie aziende e del territorio. Per aiutarci lo Stato deve necessariamente: abbattere gli oneri sociali a carico delle aziende, ripristinare, come sta facendo per l’agricoltura, lo strumento dei voucher che ci permetteranno di gestire al meglio la fase dei flussi intermittenti ed, infine, ripristinare altresì l’Indennità di disoccupazione per gli stagionali per l’intero periodo in cui sono senza lavoro”.

“Alla Regione chiediamo – sottolinea Mario Colonna – Interventi per sollecitare la domanda con incentivi al viaggio da dare ai clienti, differenziati secondo i mesi del soggiorno. E poi una Tourist Card ricca di contenuti ed agevolazioni insieme al lancio di una campagna pubblicitaria sul mercato nazionale con lo slogan La Campania Turistica è Solidale. Una campagna dove testimonial d’eccezione sia lo stesso governatore Vincenzo De Luca”.

di Antonino Pane da Il Mattino