Massa Lubrense, approvato il Regolamento per i campi elettromagnetici

antenna

MASSA LUBRENSE. Il Consiglio Comunale di Massa Lubrense ha approvato all’unanimità il Regolamento Comunale per la “disciplina delle procedure per la installazione e la modifica delle stazioni e sistemi o impianti radioelettrici, impianti per la telefonia mobile e impianti per la radio diffusione operanti fra le frequenze di 50 Khz e 300 Ghz”.

La proposta di regolamento è stata elaborata dall’assessore all’Ambiente Nunzia Sonia Bernardo. I campi elettromagnetici hanno assunto un’importanza crescente legata allo sviluppo dei sistemi di telecomunicazione diffusi capillarmente sul territorio e, nei cittadini, suscitano grande preoccupazione i possibili effetti sulla salute in seguito alla permanenza prolungata in prossimità di queste fonti di emissione di onde elettromagnetiche.

Tra le principali finalità del regolamento c’è proprio il corretto insediamento degli impianti, al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici secondo la legge 36 del 2001 e in attuazione del principio di precauzione di cui all’art.174 del trattato di Maastricht.

Dal momento che per legge (d.leg.259/2003) gli impianti di telefonia mobile sono riconosciuti quali opere di urbanizzazione primaria come fogne, strade, illuminazione e ritenute compatibili con qualsiasi destinazione urbanistica, i Comuni possono solo individuare criteri localizzativi anche espressi sotto forma di divieto. Infatti il regolamento vieta l’installazione degli impianti sui siti sensibili come scuole, asili-nido, parchi e aree per il gioco per l’infanzia e stabilisce che il gestore di telefonia mobile, per ciascuna nuova installazione, dovrà fornire al Comune una centralina di monitoraggio dei campi elettromagnetici.

“Questa amministrazione – commenta l’assessore Bernardo – ha sentito come un dovere occuparsi di onde elettromagnetiche accogliendo i timori dei cittadini. Dapprima sono stati censiti gli impianti presenti sul territorio, poi, mediante centraline di monitoraggio, è stata determinata la reale situazione del fondo elettromagnetico del paese cercando anche di capirne di più interpellando esperti e tecnici. Infine è stato redatto il regolamento anche allo scopo di arginare “antenna selvaggia” dal momento che le Società che gestiscono la telefonia mobile spesso offrono ai privati interessanti somme per la concessione all’installazione dei ripetitori, senza troppe limitazioni.

Una buona pianificazione territoriale – conclude Bernardo – consente di raggiungere un buon compromesso tra la diffusione delle sorgenti impattanti e la tutela dell’ambiente, insieme con l’adozione di tecnologie a basso impatto come le small-cell”.

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