Volontari Wwf puliscono i fondali della Regina Giovanna

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SORRENTO. Spesso si sente parlare di pulizia dei fondali marini e sempre più spesso vengono celebrate giornate dedicate alla pulizia dei fondali del nostro amato mare, in collaborazione tra istituzioni e associazioni presenti sul territorio e sensibili alle problematiche ambientali. Questi interventi rappresentano un aiuto concreto alla protezione dell’ecosistema marino e alla biodiversità sempre più minacciati dalla presenza di rifiuti.

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È recente la notizia di un finanziamento ottenuto dalla Città Metropolitana di Napoli di 240mila euro per la pulizia dei fondali di numerosi comuni dell’area costiera e, per la precisione, di 10mila euro per ognuno dei 24 comuni che organizzeranno tali operazioni (tra questi Anacapri, Barano d’Ischia, Capri, Casamicciola, Castellamare di Stabia, Ercolano, Forio, Giugliano, Ischia, Lacco Ameno, Massa Lubrense, Meta, Monte di Procida, Napoli, Piano di Sorrento, Portici, Pozzuoli, Procida, Sant’Agnello, Serrara Fontana, Sorrento, Torre Annunziata, Torre del Greco e Vico Equense). Queste operazioni di norma vengono effettuate grazie a sommozzatori professionisti che si immergono per riportare a galla i rifiuti che giacciono sul fondale quali metalli, reti, plastiche, copertoni e ingombranti di ogni genere.

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Ma stavolta, a Sorrento, i volontari del Wwf Terre del Tirreno hanno lavorato da soli, in apnea e, ancora una volta, a costo zero. Sono bastati due pomeriggi e alcune ore di lavoro per togliere dai fondali del Parco marino di Punta Campanella, nel sito dei Bagni della Regina Giovanna, a Sorrento, ben 300 chili di ferro tra tubolari di ponteggi e travi arrugginite. I materiali sono poi stati recuperati dalla società Penisolaverde e avviati al riciclaggio.

L’operazione di pulizia dei fondali segue la bonifica a terra operata dal Wwf durante il tour nazionale “Spiagge Plastic-free”, che ha ripulito nel corso dell’estate numerose spiagge dai rifiuti (Tordigliano, Crapolla, Regina Giovanna e altre) accendendo i riflettori sul grave problema delle materie plastiche e dei danni irreversibili causati dalla sua diffusione nei mari all’ecosistema e all’uomo.

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“Le attività degli attivisti del Wwf, volte a tutela dell’ambiente e al monitoraggio dell’ecosistema marino continueranno per tutta l’estate e anche oltre – spiega il presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito – è nostro dovere morale fare il possibile per salvaguardare le coste della penisola sorrentina. Non è certo facile anche perché se, da un lato, c’è una cresciuta sensibilità e attenzione alla problematica dall’altro, per fomentare un’industria del turismo di massa sempre più consumistica e a tratti impazzita, si continua ad inquinare e a violentare una costa che ancora in tanti ci invidiano ma il cui mare è sempre meno blu. Perché, sia ben chiaro, se a mare arriva fogna e rifiuti vuol dire che qualcuno ce li butta. Nel sito archeologico-naturalistico della Regina Giovanna, oggetto di un progetto di rilancio da parte dell’amministrazione comunale, il Wwf in questi giorni sta tenendo alta l’attenzione accendendo i riflettori sull’intera area e denunciandone, per l’ennesima volta, il degrado, il rischio idrogeologico, la pesca di frodo, i miasmi fognari gli abusi ed i rifiuti abbandonati sugli scogli e nel mare”.

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