Volontari raccolgono 15 sacchi di plastica dalla Regina Giovanna

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Il Tour “Spiagge Plastic-Free” continua: i volontari del Wwf Terre del Tirreno, grazie al fattivo intervento dei ragazzi del progetto Mare. provenienti da tutto il mondo, coadiuvati dall’esperto in tematiche marine Domenico Sgambati e dall’Area marina protetta Punta Campanella, stavolta hanno ripulito dalla plastica gli scogli della Regina Giovanna a Sorrento.

“La pulizia degli scogli è l’occasione per accendere i riflettori sul grave problema della plastica – racconta il presidente del Wwf Terre del Tirreno, Claudio d’Esposito – gli oggetti monouso di plastica sono una enorme minaccia per i nostri oceani che non si può più tollerare. Sebbene il Mediterraneo sia un mare piccolo rispetto agli oceani, appena l’1% dei mari del mondo, esso è ricco di biodiversità ma con un’impronta umana insostenibile per l’inquinamento da plastica, basti pensare che nel bacino del Mediterraneo si concentra il 7% della microplastica globale.

Dal sito della Regina Giovanna, in poche ore di lavoro, abbiamo recuperato 15 sacchi contenenti plastica, nonostante sugli stessi scogli ci fosse stata una analoga operazione di pulizia appena due giorni prima. Tantissimo il polistirolo, proveniente dalle cassette dei pescatori, rinvenuto spiaggiato tra i ciottoli e incastrato dalle maree nelle grotte in riva al mare.

Il nostro amato mare si sta trasformando in un mare di plastica con un enorme impatto sulle specie marine e sulla salute umana. Non possiamo permettere che il Mediterraneo soffochi nella plastica: i danni che stiamo facendo al mare si stanno ripercuotendo su noi stessi. Si calcola che il 95% dei rifiuti del Mediterraneo è rappresentato dalla plastica che impiega tantissimi anni per decomporsi (una busta di plastica resta in mare fino a 20 anni, un bicchiere fino a 50, mentre un filo da pesca può durare fino a 600 anni) costituendo una minaccia per le specie marine che la scambiano per cibo.

Tartarughe, delfini e balene quando ingeriscono la plastica possono soffocare e morire, oppure avvelenarsi pian piano. Infine quando la plastica inizia a decomporsi si divide in tanti piccolissimi pezzi, in microplastiche che vengono mangiate dal plancton e dai pesci e, alla fine, viaggiano lungo la catena alimentare fino ad arrivare a noi. Ecco perché dobbiamo mobilitarci per eliminare l’inquinamento da plastica”.

Il modo più semplice per farlo è ridurre gli oggetti “usa & getta” di plastica come sacchetti di plastica, cannucce, piatti, bicchieri, posate e altro. Ridurre il consumo quotidiano di plastica è fondamentale per salvare il pianeta.

Sono tantissimi i cittadini che hanno firmato la petizione #NoPlasticSpecies “Salviamo gli oceani dalla plastica” con la quale il Wwf chiede al Governo ed al Parlamento di rafforzare l’impegno dell’Italia per la riduzione della produzione e del consumo di plastiche.

Col nuovo Governo il dicastero dell’Ambiente sarà da ottobre “Plastic-free”, ci auguriamo anche l’intero Parlamento.