Un incontro per discutere del futuro della Eavbus

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La riunione è in programma oggi pomeriggio alle 15. Vi prenderanno parte gli autisti ed il personale della Eavbus del compartimento di Sorrento, che si confronteranno con il referente peninsulare dell’Italia dei Valori, Giovanni Antonetti, il quale fornirà anche una sorta di consulenza legale ai dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico.

La discussione, infatti, oltre a vertere sulle prospettive lavorative dei circa 100 lavoratori della Eavbus di Sorrento, riguarderà soprattutto la loro posizione creditizia. Al momento vantano il pagamento delle retribuzioni di ottobre e parte di quelle di novembre, per le quali hanno ricevuto solo un acconto di mille euro.

Poiché il prossimo 23 gennaio scade il termine per l’insinuazione al passivo nella procedura fallimentare, anche i dipendenti possono aderire a tale procedura per i crediti da lavoro. Coloro che non si costituiranno, in caso di conferma del fallimento, oltre a rischiare le paghe in sospeso, potrebbero vedersi azzerare anche quanto spetta loro come trattamento di fine rapporto. «Ciò che lascia più sconcertati in tutta la vicenda – spiega Antonetti – è che i dirigenti della Eavbus non si siano costituiti in giudizio contro la procedura fallimentare».

Ieri, intanto, è emerso un documento che potrebbe fare luce su quali fossero le intenzioni dei vertici aziendali già in tempi non sospetti: portare l’Eavbus al fallimento e cedere le quote di mercato più appetibili nel settore del trasporto pubblico. Si tratta del contratto di compartecipazione tra la stessa Eavbus e la cooperativa Tasso per il servizio del trasporto turistico a Sorrento. Un accordo che non desterebbe attenzione se non fosse per una postilla, la dichiarazione d’intenti di sottoscrivere un contratto entro il prossimo 15 gennaio per la «gestione dei servizi di trasporto pubblico di persone e cose, in ogni forma e con ogni mezzo». In sostanza la possibilità per la cooperativa Tasso di subentrare alla Eavbus nelle attività della penisola sorrentina. «Poiché l’atto risale agli inizi del 2012 – precisa l’avvocato Antonetti – è evidente che già allora i dirigenti della Eavbus ipotizzavano un passaggio di mano del servizio. Si capisce, quindi il perché della loro mancata comparsa nel momento in cui si decideva del fallimento».