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Un flashmob contro l’emergenza sanità pubblica in penisola sorrentina

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La richiesta di un incontro con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e l’idea di realizzare un flashmob, “composto” nelle forme e nella sostanza, per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni sull’inaccettabile perdurare delle criticità negli ospedali della penisola sorrentina. Criticità che, al di là delle rassicurazioni di facciata, continuano a mettere a repentaglio la salute dei cittadini e l’auspicata ripresa economica, legata alle prospettive di movimentazione turistica.

È l’orientamento emerso nel corso dell’ultimo incontro dei componenti del Coordinamento delle associazioni laiche ed ecclesiali, e delle Unità pastorali della Penisola sorrentina, tenutosi lo scorso 19 aprile. Un incontro che ha fatto emergere la necessità di proseguire nell’azione di sensibilizzazione, anche alla luce del confronto con il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Gennaro Sosto, e delle contromisure – finora giudicate fortemente insufficienti – adottate sul fronte sanitario per fronteggiare problematiche che continuano a pregiudicare il diritto di ricevere un’adeguata assistenza nei due nosocomi della penisola sorrentina.

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“Inutile ricordare che nulla è cambiato – sottolineano i componenti del Coordinamento -. Perdurano la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Vico Equense e del reparto di Chirurgia all’ospedale di Sorrento, mentre è operativo solo a singhiozzo, con prospettive tutt’altro che incoraggianti, il reparto di Rianimazione a Sorrento. Anche le soluzioni ventilate nell’immediato, con l’ipotetico coinvolgimento di partner privati per agevolare l’arruolamento di nuovi anestesisti, sono inaccettabili. Appaltare parte dei servizi essenziali, legandoli al coinvolgimento di operatori privati (che – ad onor del vero – sicuramente non si tirerebbero indietro), rischia seriamente di associare il diritto alla salute alle fluttuazioni e alle logiche del mercato. È un principio che non possiamo accettare”.

Per tali motivi, nei prossimi giorni, il Coordinamento, mantenendo il suo stile sobrio ma determinato, chiederà un incontro direttamente al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Inoltre, è in moto la macchina organizzativa per promuovere un’iniziativa pubblica, sobria nelle forme e rispettosa dei protocolli anti Covid, per sensibilizzare la cittadinanza verso la tematica della sanità locale che, se ulteriormente sottoposta a tagli indiscriminati, rischia di assumere contorni ancora più drammatici per l’intera comunità cittadina.

Già in un comunicato del 26 marzo scorso i rappresentanti del Coordinamento ribadivano ancora una volta che “siamo qui non per invadere un campo, ma per generare processi. Non abbiamo ricette, e forse – oltre a non essere competenti in materia – non siamo nemmeno in grado di elaborarle; questo è il compito/servizio proprio di chi è chiamato a governare la sanità pubblica. Sappiamo però leggere la realtà dei fatti, e riconosciamo la bontà, o meno, di una soluzione proposta. E queste (le proposte suggerite dal direttore generale Sosto lo scorso 26 marzo) non rappresentano soluzioni lungimiranti e dalle solide prospettive, oltre a esprimere un incomprensibile stravolgimento dei ruoli attraverso una insostenibile applicazione del principio di sussidiarietà (continuiamo a credere che debba essere l’amministrazione pubblica, in questo caso il sistema sanitario, a dover andare incontro alle esigenze dei cittadini e non il contrario)“.

Quello delle associazioni e delle parrocchie aderenti al Coordinamento resta sempre un tentativo tenace e convinto di porre un argine anche alla rassegnazione e al disfattismo di chi crede che una certa “cittadinanza attiva e reattiva” sia inutile e non serva a cambiare le cose, soprattutto quelle che non vanno. Vogliamo stare sulla strada, nelle piazze, tra la gente – soprattutto tra quelli che più di altri soffrono e subiscono l’esperienza della precarietà, della fragilità e dell’ingiustizia. Piuttosto che rimanere affacciati ai balconi a guardare distanti lo scorrere della storia vogliamo provare a starci dentro, da protagonisti, con fiducia e realismo.