Un canile nel fondo della Regina Giovanna

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SORRENTO. Una parte del fondo di proprietà comunale della Regina Giovanna destinato a canile. È quanto prevede una recente delibera adottata dalla Giunta municipale di Sorrento su proposta dell’assessore al Patrimonio, Raffaele Apreda.

Il provvedimento stabilisce di assegnare in comodato gratuito circa mille metri quadrati del terreno alla sezione della penisola sorrentina della Lega nazionale per la Difesa del Cane. In base alla relazione allegata all’atto, quindi, l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Cuomo ha stabilito di “concedere all’associazione, in via sperimentale per un anno, porzione del fondo comunale denominato Regina Giovanna di circa 970 metri quadrati, da adibire ad alloggio temporaneo di cani randagi in attesa di adozione e a sgambatoio, con obbligo della Lega a provvedere a proprie cure e spese alla messa in sicurezza del luogo e alla relativa manutenzione ordinaria”.

La delibera, quindi, assegna al dirigente dell’ufficio Patrimonio del Comune di Sorrento, Donato Sarno, il compito di procedere all’affidamento dell’area.

Il fondo della Regina Giovanna, della superficie totale di 54mila metri quadrati, comprende, oltre ad alcuni immobili che rappresentavano le residenze dei coloni ed a diversi terrazzamenti che ospitano uliveti ed agrumeti, anche i resti della villa romana di epoca imperiale la cui edificazione viene attribuita al patrizio Pollio Felice. Per acquistare l’area, nel 2003, l’amministrazione comunale di Sorrento, all’epoca guidata dal sindaco Marco Fiorentino, versò alla Compagnia provinciale dei Padri Gesuiti circa 3milioni di euro.

Il contratto per conto dell’ente di piazza Sant’Antonino venne siglato da colui che rivestiva il ruolo di direttore generale, l’avvocato Vito Garzilli. Proprio l’ex general manager, nonostante ora risieda a Roma, è rimasto a dir poco stupito dalla decisione della Giunta di realizzare un canile presso la Regina Giovanna. “Si tratta di un’area dall’enorme valore storico-paesaggistico – ha commentato – tanto che è soggetta a vincoli molti restrittivi. La città di Sorrento possiede molti altri beni che potrebbero essere più idonei ad ospitare una struttura per l’accoglienza dei randagi”. Poi l’avvocato Garzilli rivolge un appello all’amministrazione ed anche ai sorrentini: “Quella è un’area dall’enorme pregio e dal grande potenziale che va riqualificata e rilanciata e non trasformata in un canile: rispettiamo la storia ed un bene pubblico che è stato estremamente difficile acquisire al patrimonio comunale».

Anche non volendo entrare nel merito della questione, ovvero se sia giusto o sbagliato destinare parte del fondo della Regina Giovanna a ricovero per i randagi, è il caso di ricordare che nel vicino Comune di Sant’Agnello si sta lavorando alla realizzazione di un canile che dovrà servire l’intera penisola sorrentina, struttura destinata ad essere inaugurata nel giro di poche settimane. A cosa serve, allora, un altro rifugio per cani abbandonati peraltro in una zona poco accessibile come quella della Regina Giovanna? Ciò che è chiaro è che a distanza di 13 anni dall’acquisto ancora non si è capito cosa fare di quel fondo che nei piani delle amministrazioni succedutesi nel tempo dovrebbe diventare un parco pubblico. Chissà.