Tutela del mare, interviene l’assessore Gargiulo

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SORRENTO. Come noto, da un anno si discute più o meno ininterrottamente delle condizioni di salute del mare della penisola sorrentina. Come abbiamo riportato in tantissime occasioni si tratta di un problema molto complesso, sia a causa delle diverse componenti che influiscono sull’inquinamento (scarichi illeciti, ma anche situazione delle correnti, solo per citare alcuni aspetti), che per quanto riguarda il monitoraggio (prelievi effettuati a pochi minuti di distanza nello stesso punto della costa che danno risultati diametralmente opposti).

Ora, nel tentativo di fare un po’ di luce sulla vicenda ed anche per ribadire l’impegno dell’amministrazione comunale di Sorrento, l’assessore Mario Gargiulo ha deciso di spiegare alla cittadinanza in che modo si sta intervenendo per fronteggiare la situazione:

Mario Gargiulo

“Nei giorni scorsi, nel dare la notizia della individuazione di una grave perdita che ha visto interessata la nostra rete idrica all’altezza di piazza Tasso, ho ricevuto tante sollecitazioni a proposito di controlli da effettuare per contrastare ogni possibile causa di inquinamento marino (controlli alla rete fognaria, sversamenti illegati, immissione di acque “putride” nelle condotte destinate alle acque “bianche”, etc.).

Prima di rispondere ho riflettuto a lungo perché – come sempre – sono abituato a parlare solo quando (assieme a tutta la squadra che compone l’amministrazione) riesco a conseguire risultati che se non possono essere considerati definitivi e pienamente risolutivi di problemi, almeno si accompagnino al raggiungimento di traguardi importanti.

E proprio dopo avere a lungo riflettuto, mi sono reso conto della mole di lavoro che è stata sviluppata (dalla amministrazione cui appartengo e dagli uffici) per far sì che il nostro mare sia più pulito fino, magari, in un futuro più o meno prossimo, puntare a raggiungere risultati sempre migliori. Ambizioni e “sogni” a parte, in ogni caso, prima di guardare in avanti e più o meno lontano – e pur non essendo assessore specificatamente delegato alla cura della materia – credo che sia il caso di rendere noto che cosa è stato fatto su questo fronte, per le ragioni che specificherò in seguito.

In questo senso ritengo doverosa una precisazione: non abbiamo mai abbandonato il ruolo di “paladini” (mi si consenta il termine) schierati in difesa dello stato di salute del nostro mare, trincerandoci dietro la “comoda scusa” che i controlli sono a carico di altri enti e/o istituzioni, magari tirando in ballo il fatto che gli interventi manutentivi dell’impianto fognario e depurativo cadono in capo alla Gori. La politica dello scarica barile non mi appartiene e nemmeno mi appartiene la logica delle polemiche.

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Per questo più che preoccuparci di stabilire “chi deve fare cosa”, ci siamo rimboccati le maniche e – da tempo – stiamo affrontando scrupolosamente la questione. Prima di procedere oltre ho il dovere di evidenziare l’impegno personale del nostro sindaco, Peppino Cuomo.
L’ho visto seguire, passo per passo, ogni sviluppo.
L’ho visto seguire e sollecitare l’ apertura di cantieri.
L’ho visto infilarsi negli scavi e nei cunicoli.
L’ho visto impegnato in ogni momento a seguire i minimi sviluppi.
Lui, modesto come è, non ci tiene a farlo sapere troppo in giro. Fa solo quello che sente di fare. Però io devo dire che – una volta di più – sono orgoglioso di lui.

Tornando al filo del discorso, aggiungo che abbiamo promosso e richiesto svariate centinaia di controlli, contribuendo alla individuazione di numerose falle nella rete fognaria ed accertato svariate decine di sversamenti illegali e/o non meno illegali immissioni di condotte fecali (o scarichi) nella rete delle acque bianche e/o similari.

Qualche numero? In un anno sono state emesse oltre 70 ordinanze volte a sanzionare e/o reprimere ogni fenomeno considerato “fuori legge”.

Per almeno cinquanta di esse è già stata accertata l’esecuzione di lavori volti a ristabilire condizioni di normalità.
Per la restante parte continuano gli opportuni controlli ed accertamenti. Devo precisare, inoltre che per arrivare alla emissione delle oltre 70 ordinanze a cui ho appena fatto riferimento, è stato necessario effettuare almeno duecento controlli (sempre nell’arco di un anno) senza immunità per nessuno. La qual cosa ci permette di affermare che – se si eccettuano le giornate festive e prefestive – durante le quali gli uffici (fatti salvi casi eccezionali) sono chiusi, abbiamo mantenuto una media di almeno un controllo al giorno. Questo d’inverno, come d’ estate. In caso di tempo splendido, ma anche in occasione di giornate accompagnate da piogge torrenziali.

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Lo confesso – senza alcun intento polemico – mi piacerebbe sapere se c’è qualche amministrazione (in penisola sorrentina o fuori) che ha fatto più di noi. Ma questa curiosità ricopre un aspetto marginale. Noi pensiamo al nostro territorio, come è giusto che sia, anche se devo aggiungere che il mare non è che conosca limiti territoriali, né resta fermo e, dunque, abbiamo il dovere anche di interessarci dello stato di salute delle realtà vicine.

A questo punto mi si potrebbe porre una domanda: perché fino ad ora non si è detto niente? La replica è estremamente elementare e presuppone almeno due risposte.

Non abbiamo mai sbandierato l’impegno profuso ed i risultati conseguiti perché anche se facciamo più del nostro dovere, ci sentiamo impegnati in una battaglia di salvaguardia dell’ambiente (marino e terrestre) che prescinde dalla ricerca di consensi e da attestati celebrativi. Lo facciamo, insomma, perché lo sentiamo e perché amiamo la nostra terra ed il nostro mare che consideriamo come risorse importanti oltre che capaci di generare benessere.

Non abbiamo sbandierato i risultati conseguiti, inoltre, perché, nonostante quanto fatto fino ad ora – e alla luce delle indicazioni statistiche appena fornite posso aggiungere che non è poco – non solo non intendiamo abbassare la guardia, ma addirittura intendiamo continuare a percorrere la strada intrapresa con sempre maggiore impegno.

Alla luce di quanto appena detto mi si potrebbe chiedere ancora: Se quanto appena detto è vero (e vi assicuro che lo è) perché ora parlo? Anche in questo caso la risposta è abbastanza semplice: per tranquillizzare tutti circa le attenzioni e l’impegno che, senza soste e senza clamore, ci vede interessati sul fronte della lotta all’inquinamento marino. Lo facciamo per noi stessi, lo facciamo per la nostra terra, per i nostri cittadini, per i nostri ospiti, ma prima ancora, per i nostri figli e per le generazioni future.

Per questo ringrazio anche i tanti amici e le tante amiche de “La Grande Onda” (a partire da Laura Cuomo e Raffaele Attardi) che mi hanno costruttivamente sollecitato. A loro come al resto del mondo posso dire: siamo già al lavoro da tempo. Tutti i giorni e con la stessa foga. E, soprattutto, non intendiamo fermarci ora.

Come intendiamo continuare a svolgere (con spirito collaborativo e propositivo) azioni di stimolo e di pungolo verso ogni ente e/o istituzione che abbia titolo ad interessarsi della materia e ad intervenire. Parlo dell’Arpac, come dell’Asl, come della Regione Campania, come dei Comuni viciniori, etc.

Intanto, appena ieri, da fonti autorevoli ho appreso che il depuratore di Punta Grandelle dovrebbe andare a regime entro la fine di quest’ anno. Me lo auguro con tutto il cuore. Così come mi auguro che presto la stessa Regione proceda alla definitiva dismissione dell’impianto di depurazione di Marina Grande (per il quale intervento è già previsto un congruo finanziamento).

Questo ultimo intervento, non solo ci consentirebbe di risolvere un ulteriore antico problema, ma ci consentirebbe di iniziare a programmare veramente le attività di riqualificazione del nostro magnifico borgo marinaro con inimmaginabili vantaggi per i residenti, per gli imprenditori oltre che per gli ospiti ed i visitatori di ogni nazionalità
Siamo i primi a desiderare un mare talmente pulito che – se non fosse salato – sarebbe “da bere”.