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Torre Turbolo, programma completo e costo dei biglietti

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MASSA LUBRENSE. Ufficializzato il programma dettagliato degli spettacoli inseriti nella rassegna Torre Turbolo. Stabiliti anche i prezzi dei biglietti per assistere agli eventi.

Si comincia il prossimo 7 agosto, alle ore 21, sul sagrato dell’Antica Cattedrale di Massa Lubrense ci sarà la presentazione del cartellone di Torre Turbolo 2017 con la partecipazione di Biagio Izzo e Mario Maglione. Insieme eccezionalmente i due artisti partenopei, tra monologhi e canzoni, suoni armonici e dissonanze, sono la strana coppia di questa estate.

Il 10 agosto alle ore 21 appuntamento in largo Gioacchino Murat con Gea Martire in “Per disgrazia ricevuta” di Manlio Santanelli. Forse il noto detto “Scherza coi fanti e lascia stare i santi” ha una motivazione ben precisa, almeno per quel che riguarda San Gennaro, che ormai non ci sta più con la testa, anche perché in vita gli venne mozzata. Ne sa qualcosa la protagonista del testo Per disgrazia ricevuta (Gea Martire) la quale inoltra la sua domanda di grazia al suddetto, nella speranza di dare alla sua vita un assetto più tranquillo e invece… Ma se vale anche l’altro detto “Mal comune mezzo gaudio”, la poverina è costretta a confrontare la propria nuova condizione con quella di un’altra devota (sempre lei), che forse ha ricevuto una grazia anche più scomoda della sua, e – ancora un altro detto – “deve fare di necessità virtù”.

L’11 agosto, sempre con inizio alle ore 21 in largo Gioacchino Murat è la volta di Nunzia Schiano e le SesèMamà (Annalisa Madonna, Fabiana Martone, Brunella Selo, Elisabetta Serio) in “Io sono Ulisse”. SesèMamà è un gruppo di 4 artiste napoletane, ognuna con un proprio percorso già affermato e consolidato negli anni, che nel 2016 si incontrano con la voglia di misurarsi in un repertorio che le veda protagoniste sul piano vocale, strumentale, compositivo e della cura degli arrangiamenti. Lo studio della pasta sonora e la scelta compositiva, visceralmente consonanti alle loro eclettiche personalità, sono il frutto dello scambio di esperienze, saperi, suggestioni, canti, gioie, dolori e emozioni. SesèMamà si lascia guidare dalla curiosità verso suoni e culture di etnie diverse, compresa quella di appartenenza, con i loro linguaggi, stili e dialetti. Un viaggio affascinante e coinvolgente nel mondo interiore per SesèMamà e per coloro che le ascolteranno.

Il 13 agosto alle ore 21 nella stessa location va in scena “Fèmmene” con Myriam Lattanzio, Francesco Ponzo (chitarra) e Roberto Giangrande (contrabbasso). I testi sono di Myriam Lattanzio tratti da “Nostra Signora dei friarielli” di Anna Mazza, regia Niko Mucci. Con Fèmmene entriamo in una galleria umana, una serie di ritratti femminili, di voci di donne. In questa galleria ognuna di esse rappresenta una tessera di quel mosaico complesso ed affascinante che è l’animo umano femminile. Donne rappresentate nella loro forza e nella loro fragilità insieme. Tableau vivant dove troveranno spazio una mater dolorosa che darà vita ad una nuova Pietà, una ragazza che vive, aldilà della sua condizione femminile, la sensazione di guardare il mondo reale attraverso il finestrino di una metropolitana che, nonostante la fermata, non le consentirà mai di “scendere” nel mondo reale che forse, tanto reale non è. Donne violentate nel corpo e nell’anima. E una madre, nume tutelare del focolare domestico che alle prese con i “friarielli”, sorta di totem familiare e allo stesso tempo “tela di Penelope” che non avrà mai fine, affronta i turbamenti dell’equilibrio familiare che le provengono dall’interno e verso i quali sentirà di non avere nessuna difesa, pensando di non essere preparata ad affrontarli, sottovalutandosi. Una pennellata per ricordare e ricordarci che se il cielo è azzurro, è nei suoi momenti più belli che si tinge di rosa. Infine, l’omaggio che la Lattanzio fa alle più grandi interpreti e autrici latino – americane (Chavela Vargas, Mercedes Sosa, Violeta Parra, Consuelo Velasquèz) completa questo spettacolo tutto al femminile.

Il 16 agosto ancora in largo Gioacchino Murat ad esibirsi alle ore 21 sarà Giovanni Mauriello con Matteo Mauriello in “Pulcinella e compagnia bella” scritto da Paola Ossorio e con le musiche originali di Germano Mazzocchetti per la regia di Bruno Buonincontri. Pulcinella e compagnia bella nasce come pièce teatrale intorno alla figura di Pulcinella come personaggio contemporaneo e quotidiano. La maschera di Pulcinella è quella che alcuni di noi, forse più di quanti crediamo, indossano per difesa: allegria, compiacenza, competenza, spavalderia, all’esterno, e sotto la maschera il contrario, malinconia, insicurezza, inadeguatezza, paura. A Napoli se si dice di qualcuno “chillo fa ‘o pullecenella”, è per critica negativa, ma quasi sempre la persona in questione è una persona problematica, uno che non sta bene con se stesso, uno che si vuole nascondere. La pièce è stata adattata a racconto non tanto per “adattarla”, in senso restrittivo, quanto per tirarne meglio fuori il suo carattere di “racconto di formazione”. L’arco temporale della vicenda, infatti, va dal momento in cui il figlio appena nato incontra il padre fino a quello in cui, una volta cresciuto, se ne distacca. Ed è il figlio a fornire la sua prospettiva soggettiva della vicenda, intrecciando il racconto del tempo passato al dialogo diretto con il padre, con il quale si scontra e si incontra, chiacchiera, litiga e canta. Tutti i loro contatti col mondo esterno si situano in una zona ambigua, tra la realtà oggettiva e la dimensione interiore: vissuti, sognati, immaginati, o temuti, quel che conta è il cammino del rapporto fra i due e l’affrancamento dalla paura del mondo esterno, a prescindere dal mezzo con cui lo hanno conquistato. Oltre al padre single e al figlio stravagante almeno quanto il padre, compaiono anche altri personaggi: una madre assente la cui assenza è molto presente, alcuni colleghi artisti che non parlano ma di cui si parla e alcuni animali che neppure vediamo ma che sicuramente sentiamo aggirarsi intorno a noi. Non è uno spettacolo, è un racconto, e ascoltare un racconto può essere un’esperienza affascinante, specialmente se i personaggi, oltre a essere raccontati, sono anche lì presenti e chiacchierano, litigano e vivono la loro vita. Figurarsi poi se cantano una decina di nuove canzoni napoletane, orchestrate in modo fantastico, in una colorita panoramica di generi musicali fra tradizione e modernità.

Il 17 agosto alle 21, sempre in largo Gioacchino Murat, è in programma “Favole del Mare”, con Massimo Andrei, Christian Moschettino e con Eduarda Iscaro scritto e diretto da Massimo Andrei. Due cantastorie, padre e figlia, arrivano in un posto di mare, si preparano come fanno di solito e poi cominciano a raccontare fatti accaduti a loro, ad altri, al mondo…, ma niente ‘nciuce, calunnie o levate ‘e stima, ca so’ cose ‘e barbiere, prievete, ‘nciucesse e capere! Con la forza, la bellezza e la magia della parola ci conducono nel gioco ammaliante dell’evocazione, tra coralli, conchiglie, quadri marini e code ‘e pesce. Il cantastorie Pascale ora si fa polipo, ora si fa vagabondo, ora parla di Cozzeca Nera, ora di Colapesce… Catarina diventa la Sirena Leucosia e ci farà sapere della sorella Partenope, pur’essa sirena, dell’innamorato Cimone e di come nacque Napoli. Poi arriva il marinaio Luciano, ‘ncantate d’’a Sirena, pericolosa creatura del mare, e comincia con canti appassionati per Leucosia, ripensamenti e risate per sfuggire alla famosa tentazione e seduzione delle sirene… Storie di tradizione, storie inventate… Qui la narrazione comica è la fiaba nella sua formula antica. L’origine del teatro va ricercata proprio in quella scena che vede un uomo raccontare qualcosa ad altri uomini. E’ da questa idea di base che si parte per raccontare storie accadute sul mare, in fondo al mare o vicino il mare… Supportato da un’ammaliante partitura musicale, la fisarmonica e la voce, originale ed unica, di Eduarda Iscaro e il bel canto del giovane tenore Christian Moschettino, lo storyteller Andrei ci coinvolge nel racconto puro… attraverso una storia che racchiude altre storie: un viaggio profumato di mare.

Il 18 agosto alle ore 21 è in programma il concerto di Nino Buonocore. Il cantautore porterà in scena il progetto “Misla”, acronimo di “Metti in salvo l’amore”, un lungo viaggio nella sua carriera da “Scrivimi” a “Millenovecento73” passando da “Abitudini” e “Rosanna”. In “Misla”, Buonocore rivisita il suo repertorio senza troppi fronzoli, puntando alla sacralità del connubio tra testo e musica.

Si chiude il 20 agosto alle ore 21 in largo Gioacchino Murat con Frida Kahlo, Titti Nuzzolese e Peppe Romano in “Frida”, scritto e diretto da Mirko Di Martino. “Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà”, ha più volte ripetuto la grande artista messicana Frida Kahlo. Parte da questo spunto lo spettacolo “Frida”, che racconta i dipinti di Frida a partire dalle sue lettere, oppure, al contrario, la vita di Frida a partire dai suoi dipinti: il testo è infatti scritto rielaborando dalle testimonianze dei due protagonisti e delle persone che li conobbero, dedicando grande spazio alle lettere di Frida, al suo diario privato, e all’autobiografia di Diego Rivera. Ne viene fuori un ritratto di Frida lontano dall’agiografia ricorrente di “grande artista sfortunata”, di donna “innamorata del suo uomo”. Frida fu molto più di questo e, in un certo senso, molto meno: fu una donna che riuscì a imporre un’immagine pubblica diversa da quella privata, un’artista che elaborò la sua cifra stilistica con lentezza e in maniera non del tutto consapevole. In lei, convivevano con difficoltà idee e sentimenti contrastanti: voleva mostrarsi al pubblico come una donna libera e rivoluzionaria, ma in privato restava ingabbiata nel ruolo della moglie devota che tutto sopporta; voleva essere una pittrice affermata, ma rinunciava a proporre al pubblico le sue opere. Lo spettacolo dedica, ovviamente, ampio spazio al rapporto di Frida con Diego Rivera: i due pittori si videro per la prima volta nel 1922, quando lei era una ragazzina minuta e ribelle. Si sposarono sette anni dopo, divorziarono nel 1939, si risposarono nel 1940. Tutta la loro storia coniugale è inframmezzata da continui tradimenti e colpi di scena. Frida Kahlo morì nel 1954, poche settimane dopo aver partecipato a una manifestazione politica accanto a Diego Rivera. Dopo la sua morte il pittore scrisse: “il 13 luglio 1954 è stato il giorno più tragico della mia vita: avevo perso per sempre la mia amata Frida. Ho capito troppo tardi che la parte più bella della mia vita era il mio amore per lei”.

PREZZI AL BOTTEGHINO:
€ 15,00 intero
€ 13,00 ridotto (minori anni 18, over 65 , ospiti alberghi)
VENDITA ONLINE PIATTAFORMA www.suoniescene.it: € 15,00
ABBONAMENTI:
4 spettacoli dal 10 al 13 agosto € 50,00 ( possibilità di acquisto online) 4 spettacoli dal 16 al 20 agosto € 50,00 (possibilità di acquisto online) 8 spettacoli € 85,00 (possibilità di acquisto online)
Info: suoni&scene tel. 081.5441872 / 081.5448891 / 3341623732
botteghino online: www.suoniescene.it facebook: Torre Turbolo suoni e scene 2017
prenotazioni whtasapp: 3468085164
PARCHEGGIO GRATUITO PRENOTAZIONE SERVIZIO NAVETTA