Stupro in disco: “La security non ci ha aiutato”

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SORRENTO. Il secondo stupro poteva essere evitato? Forse si. Almeno stando alla versione fornita dall’amica della vittima. La turista statunitense, infatti, come si rileva dai verbali, racconta che andò dagli uomini della sicurezza del locale dicendo loro che la sua amica, Elizabeth, era stata violentata poco prima nel bagno della stessa discoteca. ma la security non è intervenuta o perché non hanno creduto a quanto diceva oppure, molto più semplicemente, perché non capivano le sue parole. Infatti, né loro, né il barman, al quale pure la ragazza si rivolse per chiedere aiuto, la presero sul serio. E proprio in quegli istanti convulsi, erano le 3 e 30 della notte, Elizabeth, stuprata poco prima, veniva di nuovo trascinata in bagno dai due ragazzi, “schiacciata tra Capece e Franchini”, come scrive il Gip “senza avere alcuna possibilità di divincolarsi”.

È un racconto scioccante quello della turista statunitense che ha denunciato e fatto arrestare il calciatore Francesco Franchini e il suo amico, Riccardo Capece, accusandoli di avere abusato di lei. Altrettanto drammatico è ciò che la sua amica raccontò ai carabinieri di Sorrento, all’indomani dei fatti. Secondo la giovane americana, appena l’amica, stravolta, uscì dal bagno e le spiegò cosa era appena successo “le dissi di non muoversi perché avrei affrontato Riccardo e il suo amico, ma non li trovavo, quindi andai dagli uomini della security, ma non mi credettero”.

A quel punto, continua la giovane, “mi rivolsi al barman, amico di Riccardo, ma lui fece finta di non capire pure quando gli chiesi di chiamare la polizia”. I cellulari delle due ragazze, infatti, per un problema di roaming, non riuscivano a contattare il 113 e, secondo quanto hanno riferito, nessuno tra i dipendenti del locale prestò loro un telefono.

E proprio mentre la sua amica tentava di chiedere aiuto, Elizabeth subiva lo stupro di gruppo da parte dei due indagati. È ciò che sostiene il Gip che, questa mattina alle 9:30, ha iniziato l’interrogatorio dei due ragazzi, in carcere, a Poggioreale, da lunedì. Franchini è accusato di avere violentato la ragazza per primo, di averle strappato gli indumenti intimi, poi ritrovati dai carabinieri nei cassoni della spazzatura della discoteca.

Il racconto della vittima, prima ai medici dell’ospedale di Vico Equense, poi ai carabinieri di Sorrento e infine al pm, è sempre lo stesso: «Parlava male l’inglese – ha detto Elizabeth – io urlavo ”no“, ma lui mi strillava ”shut up“ e non mi lasciava andare”. Dopo lo stupro, la ragazza uscì dai bagni e raccontò tutto all’amica. Che cercò invano aiuto, mentre per Elizabeth l’incubo ricominciava. “Riccardo e il suo amico mi hanno obbligata a tornare in uno dei bagni, e mentre il suo amico mi teneva ferma, Riccardo abusò di me”.

Per il Gip Antonio Fiorentino del Tribunale di Torre Annunziata i due “indagati hanno premeditato il secondo stupro”. Il quadro complessivo tratteggiato dall’accusa, sulla cui scorta è stato disposto l’arresto, ritiene “impossibile che la ragazza fosse consenziente e, vista la condotta dei due indagati, non può escludersi che possano reiterare il reato”. Da qui, la custodia cautelare in carcere.

Oggi sia Capece che Franchini hanno la possibilità di difendersi. Il calciatore, rappresentato dai penalisti Romolo Vignola e Paolo Dell’Aquila, risponde sia dello stupro che della violenza sessuale di gruppo. Capece, invece, è accusato solo del secondo reato.