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Studenti di Architettura della Federico II progettano interventi per la zona alta di Piano di Sorrento

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Nell’ambito di una consolidata unione di intenti tra il Comune di Piano di Sorrento e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli studi di Napoli “Federico II” è partito un rapporto di collaborazione con studi progettuali relativi ad una parte del territorio collinare della città.

I temi di lavoro sono stati individuati coerentemente con la programmazione urbanistica già in essere nell’ambito dei lavori del V Settore e saranno sviluppati all’interno di tre percorsi di tirocinio relativi a studenti che frequentano l’ultimo anno del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura.

“L’obiettivo – spiega il sindaco Vincenzo Iaccarino – è di elaborare una nuova visione di spazio pubblico rispetto ad alcuni ambiti strategici della “‘città alta” dal punto di vista del miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti”.

I temi che saranno sviluppati sono: in località Colli San Pietro e Colli di Fontanelle la progettazione di percorsi ciclo-pedonali nell’ambito del recupero e della rifunzionalizzazione della viabilità minore esistente; in località Trinità, la progettazione di una piazza-sagrato antistante la Basilica della SS. Trinità e la riqualificazione delle aree circostanti; in località Petrulo, la progettazione degli interventi di riqualificazione urbana e di completamento delle opere di urbanizzazione secondaria (spazi aperti, parchi urbani e attrezzature sportive) a servizio del Piano per l’Edilizia Economica e Popolare PEEP.

Per il Comune di Piano di Sorrento il tutor delle attività è individuato nella figura dell’architetto Francesco Cannavale, responsabile del V Settore, il tutor universitario è la professoressa Bruna Di Palma, ricercatore in Progettazione Architettonica e Urbana, le tirocinanti coinvolte sono Paola Ferraioli, Valentina Pignata, Clara Vitiello.

I lavori saranno sviluppati nell’ambito di circa tre mesi e nella forma di studi di pre-fattibilità tecnica ed economica, nel rispetto dei valori paesaggistici e insediativi consolidati, ma in un’ottica innovativa rispetto al potenziale terapeutico e curativo dello spazio pubblico.