Sorrento alla Bit di Milano per confermarsi tra le mete turistiche più ambite

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Consolidare il trend dei mercati britannici e italiani, proiettarsi verso nuove economie, in particolare quelle dell’Europa dell’Est e arricchire l’offerta dei servizi, con la presentazione delle nostre eccellenze.

Sono questi i tre obiettivi da cui ripartire per gli operatori del comparto turistico della costiera sorrentina che da domani, saranno a Milano per il consueto appuntamento con la Borsa Internazionale del Turismo (Bit).

Nel padiglione allestito dalla Regione Campania, per quattro giorni, sono previste iniziative per promuovere il “pacchetto Sorrento”, attraverso la realizzazione di veri e propri percorsi tematici e la presentazione delle eccellenze del territorio.

Secondo Paolo Durante, il patron dell’agenzia Ovest: “Le fiere di settore sono occasioni importanti per promuovere il territorio, ma non è sufficiente presentarsi solo alla Bit”. Mentre, per quanto riguarda le previsioni per il prossimo anno, Durante spiega che “per quanto riguarda le strutture del nostro gruppo le impressioni sono positive. Ad oggi, registriamo anche un lieve incremento di arrivi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.

Il 2012 si è chiuso con un’ottima movimentazione generale, con più di 650mila arrivi, ed oltre 2milioni e mezzo di presenze. Molte conferme nella top-list relativa ai Paesi di provenienza dei turisti approdati in costiera, con il Regno Unito a fare come sempre la parte del leone con 132mila arrivi e 842mila presenze. A seguire, ancora una volta, sono gli italiani (164mila arrivi e 434mila presenze), poi statunitensi (111mila arrivi e 322mila presenze) e tedeschi (30mila arrivi e 151mila presenze). In crescita anche gli australiani: 28mila gli arrivi e 75mila le presenze.

Dati certamente positivi, come sottolinea Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi e patron dell’Imperial hotel Tramontano: “I numeri sono in crescita, tuttavia, una diversa valutazione va fatta sotto il profilo della redditività: la recessione economica ha spinto albergatori e tour operator ad adeguare l’offerta. Pur garantendo un’ottima qualità dei servizi, è stato necessario, come succede in altre rinomate località turistiche, dare una ritoccatina alle tariffe o ai contratti già stipulati. Ciò – conclude Iaccarino – ha comportato, ovviamente, un sacrificio nei fatturati”.

Insomma a parità di presenze, gli introiti sono diminuiti.

Ora non resta che aspettare il verdetto della Bit.