Capri Watch fashion & Accessories

Regione: Illegittima la delibera per l’ostello nel Conservatorio delle Grazie

conservatorio-delle-grazie

SORRENTO. La Regione ritiene illegittima la delibera con cui parte del conservatorio di Santa Maria delle Grazie è stata concessa in locazione ad un imprenditore per realizzarvi un ostello. Palazzo Santa Lucia si è espresso in questi termini nel rispondere ad un’interrogazione dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Maria Muscarà e Tommaso Malerba, che chiedevano di bloccare l’operazione.

Alberto Acocella, direttore della unità operativa che vigila sulle persone giuridiche private, come la fondazione che amministra il conservatorio donato alla città dalla nobildonna Berardina Donnorso precisa di essere “a conoscenza della illegittimità della delibera” con cui il consiglio di amministrazione dell’ente ha affittato parte della struttura, chiarendo anche di aver provveduto ad “attivare le procedure di controllo, chiedendo al legale rappresentante della fondazione chiarimenti in ordine alla mancanza di legittimità della delibera”, con l’obiettivo di rimuovere eventuali irregolarità.

La Regione ritiene col contratto irregolare in quanto, come prevede lo statuo della fondazione, la delibera deve essere adottata alla presenza di tutti i membri del cda e col voto favorevole di almeno tre di essi. Il provvedimento in questione, invece, risulterebbe approvato in assenza di un amministratore e perciò sarebbe nullo. “Non ci siamo arresi – commenta Rosario Lotito, già candidato sindaco di Sorrento per il M5S – e la Regione ha sposato la nostra tesi. L’amministrazione comunale si è rivelata insensibile e superficiale lasciando che un bene pubblico come il conservatorio venisse destinato a una finalità diversa da quella indicata dalla Donnorso, tra l’altro in base a una delibera illegittima”.

In Consiglio comunale, infatti, il sindaco Giuseppe Cuomo si è schierato a favore dell’operazione che prevede la possibilità per il locatario di avviare l’attività di ostello, di vendere souvenir e prodotti tipici e di allestire un’agenzia turistica o di noleggio di veicoli. In cambio, l’imprenditore si è impegnato a versare nelle casse della fondazione 108mila euro l’anno e a ristrutturare a proprie spese i locali. Contraria l’opposizione secondo la quale la legge non consentirebbe quel tipo di intervento in una zona dove, invece, sarebbe ammesso soltanto il restauro di beni di particolare valore storico-architettonico.