Processo per gli autovelox truccati, tutti assolti

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VICO EQUENSE. Tutti assolti perché “il fatto non sussiste”. La seconda sezione penale del tribunale di Torre Annunziata ha assolto tutti gli imputati accusati a vario titolo di truffa aggravata, abuso d’ufficio e corruzione nell’ambito del processo per gli autovelox clonati installati lungo il tratto della Statale Sorrentina che ricade nel Comune di Vico Equense. Assoluzione piena per il comandante dei vigili urbani, Michele Tatarelli, e Francesco Loregio, per i quali la pm aveva già chiesto l’assoluzione in sede di requisitoria ma anche per Diego Barosi, responsabile dell’azienda Garda Segnale e per Annamaria Greco, nonostante nel resto d’Italia siano già arrivate alcune condanne. Non c’è stata nessuna truffa e, dunque, gli autovelox installati lungo la Statale 145 tra Vico Equense e Castellammare di Stabia, rilevavano la velocità reale.

La vicenda risale al 2005, quando la Procura di Sala Consilina affidò alla Guardia di Finanza le attività investigative sulla Garda Segnale, accusata di installare in tutta Italia autovelox clonati e, dunque, irregolari, poiché privi dei certificati ministeriali. Tale inchiesta portò all’iscrizione nel registro degli indagati di 558 persone in tutta Italia, tra cui 367 dipendenti comunali e funzionari pubblici. Tutti erano ritenuti responsabili dell’installazione di apparecchi per la rilevazione di velocità non a norma, con appalti che – secondo le accuse – erano stati in qualche modo truccati. Un giro d’affari da milioni di euro che avrebbe permesso alla Garda Segnale di intascare, secondo i contratti stipulati con le amministrazioni comunali, circa il 40% dei proventi delle contravvenzioni spesso illegittime poiché gli autovelox avrebbero rilevato una velocità almeno del 15-17% superiore a quella reale. In tutta Italia furono coinvolti 146 Comuni, tra i quali anche Vico Equense.

La maxi inchiesta – poi spostata per competenza territoriale anche a Torre Annunziata – aveva portato all’annullamento di 80mila multe su tutto il territorio nazionale. L’accusa aveva dimostrato, solo in parte, che grazie ad un sofisticato sistema informatico, sui verbali venivano riportate sempre le matricole delle uniche due apparecchiature omologate che risultavano pertanto presenti in più punti del territorio italiano contemporaneamente.

Molte contravvenzioni furono annullate anche a Vico Equense, dove il Comune si era affidato alla Garda Segnale ed aveva fatto installare due autovelox. Gli apparecchi erano stati piazzati lungo la Statale 145, per rilevare la velocità delle auto in transito da e verso Castellammare di Stabia. C’è da precisare, però, che l’allora Giunta guidata dal sindaco Giuseppe Dilengite era già stata scagionata dall’accusa di abuso d’ufficio in sede preliminare, poiché il contratto con la ditta di Barosi era risultato regolare ed eventualmente l’Ente comunale era stato a sua volta truffato.