Picchiati al campo scuola, testimonianze choc al processo

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SORRENTO. Sono 9 ragazzini di età compresa tra 11 e 13 anni le vittime dei presunti maltrattamenti al campo scuola svoltosi nel 2012 a Lucoli, in Provincia de L’Aquila. Ieri il processo a carico di uno degli animatori del gruppo, il 24enne Luca Scala e del parroco della Cattedrale di Sorrento, don Carmine Giudici, è entrato nel vivo con l’audizione dei primi 17 testimoni dell’accusa. Tra di loro la mamma di uno dei bambini che ha dichiarato: “Quando mio figlio è tornato dall’Abruzzo e ho visto i lividi sul suo corpo, ho creduto che si fosse fatto male giocando a calcio. Poi mi ha detto di essere stato picchiato e frustato”.

Nel corso dell’udienza è stata sentita anche un’ex ispettrice del commissariato di Sorrento che ha ricostruito la prima fase delle indagini con la denuncia presentata dai genitori, il sopralluogo effettuato dagli agenti nell’albergo, le parole di una cameriera che confermò di aver visto un catechista impugnare una cintura con il probabile intento di picchiare un ragazzino.

Accertamenti che portarono all’informativa inviata alla Procura de L’Aquila che aprì un fascicolo a carico del catechista Luca Scala, accusato dei maltrattamenti, di don Carmine Giudici, il quale, secondo gli inquirenti non sarebbe intervenuto per impedire le vessazioni, e altri tre animatori, 16enni all’epoca dei fatti. Su questi ultimi i magistrati si sono già pronunciati: per uno è stata disposta la messa alla prova, agli altri due è stato accordato il perdono giudiziale.

L’ispettrice della Polizia di Stato ha posto l’accento anche sul “clima di tensione” nel quale si sarebbero svolte le indagini, Atmosfera resa pesante dal coinvolgimento nella vicenda di animatori parrocchiali della Sorrento-bene, rampolli di “famiglie influenti e apparentemente intoccabili”.

I magistrati hanno poi sentito la madre di un bambino, oggi 16enne, che nel 2012 raccontò di essere stato insultato e picchiato da un animatore. “Dopo aver ascoltato le parole di mio figlio – ha detto la donna – andai in Cattedrale per avere spiegazioni. Il parroco prese le difese dei catechisti dicendo che, evidentemente, i bambini si erano comportati male al punto da meritare una punizione. Il giorno dopo mi propose un confronto col padre del ragazzo che aveva picchiato mio figlio, ma io rifiutai per poi denunciare l’accaduto”.

Su ordine del giudice l’udienza è poi proseguita a porte chiuse. Prossimamente, davanti ai magistrati sfileranno gli altri testimoni dell’accusa ed i 40 della difesa: 20 per Luca Scala ed altrettanti per don Carmine Giudici.