Parrucchiere vittima del racket apre domani a Sorrento il nuovo salone

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SORRENTO. È stato costretto a chiudere la propria attività nel cuore di Napoli dopo aver denunciato gli estorsori. Il parrucchiere Salvatore Castelluccio, vittima del racket, ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine ed ai magistrati quando è stato oggetto di pressanti richieste di denaro da parte di malavitosi. Una scelta che, però, si è scontrata con la realtà in cui operava, tanto che, nel giro di poche settimane, si è ritrovato costretto a chiudere i battenti a causa dell’emorragia di clienti.

Ora ha deciso di tentare una nuova avventura ed ha scelto Sorrento per ricominciare. Domani pomeriggio, infatti, inaugura il suo nuovo salone in via degli Aranci. Evento al quale sono attesi rappresentanti della politica e delle istituzioni.

“La notizia che Salvatore Castelluccio, il parrucchiere di largo Ecce Homo costretto a chiudere dopo aver denunciato i suoi estorsori, riprende la sua attività a Sorrento è da accogliere con immensa felicità – commenta il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli -. A Salvatore auguro tanta fortuna e spero di trovare tante persone che lo hanno sostenuto domani, domenica 3 dicembre, alle 17:30 in via degli Aranci, 18 sede del suo nuovo salone. È rimasto vittima dell’indifferenza degli abitanti del suo quartiere e di buona parte delle istituzioni, dopo aver affrontato con coraggio i suoi estorsori, denunciandoli e facendoli arrestare.

Questa vicenda – aggiunge Borrelli – ha fatto scattare un campanello d’allarme fortissimo sulla tenuta della rete civica e sociale nella nostra città. Un segnale assolutamente negativo. Non può e non deve passare il principio che chi compie il proprio dovere di cittadino denunciando il malaffare e la malavita organizzata resta da solo ad risolvere i problemi. Voglio ricordare a questo proposito il contributo dei tanti militanti dei Verdi, dei dipendenti dell’Eav e dei cittadini che hanno sostenuto la nostra battaglia con Salvatore raccogliendo fondi o, semplicemente, testimoniando il loro apprezzamento per il coraggio avuto.

Ci sono state, però, clamorose assenze, a partire dalle organizzazioni che dovrebbero sostenere i commercianti che denunciano il racket, la cui inerzia va sanzionata e ne vanno comprese a fondo le motivazioni. È quello che faremo – conclude l’esponente dei Verdi – per dimostrare che il crimine a Napoli non paga”.