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Oggi l’inaugurazione del Centro visite di Punta Campanella

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MASSA LUBRENSE. Conoscere per difendere. Un credo importante per l’Area marina protetta di Punta Campanella impegnata da sempre nel coinvolgere i giovani nella difesa di uno dei tratti di costa più belli al mondo. E ora, in occasione dei vent’anni dall’istituzione, un altro importantissimo tassello viene aperto al pubblico, un Centro Visite Interattivo dove da oggi sarà possibile guardare i fondali del Parco attraverso telecamere subacquee. Riprese, ma anche una riproduzione fedele in acquario della vegetazione e la proiezione di documentari in 3D.

Insomma i fondali della Campanella, da Ieranto a Nerano, da Li Galli al Vervece non avranno più segreti neanche per coloro che non amano le immersioni subacquee. Un passo importante ma anche, e soprattutto, un momento per guardare alle sfide del futuro con tutti i nuovi progetti messi in campo dall’Amp e pronti a partire come, appunto, l’apertura al pubblico del nuovissimo e tecnologico centro visite. Un traguardo, questo, che sembrava inimmaginabile soluzione pochi anni fa e che, invece, è una realtà bellissima.

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Il centro è stato realizzato attraverso la ristrutturazione di due edifici storici del centro di Massa Lubrense: il Collegio “Il Gesù” comunemente chiamato “Villarco” e il “Torrione” ad esso collegato, un importante complesso seicentesco di notevole interesse storico-artistico. Ma al di là del valore dell’immobile nel cuore di Massa Lubrense, quello che colpisce di più è quella vera a propria immersione subacquea virtuale in cui il visitatore è guidato sin dall’ingresso. Il percorso nelle quattro sale, una volta superata l’accoglienza e il front-office, ti mette a diretto contatto con il mondo sottomarino e le sue innumerevoli sorprese.

Già nella seconda sala, infatti, si entra nel vivo della struttura, grazie a telecamere subacquee. Colori fantastici, il movimento continuo che segna l’inarrestabile respiro del mare così importante per la salvaguardia di un ecosistema delicatissimo. E poi la terza sala caratterizzata dalla presenza di numerosi monitor che proiettano in time lapse una giornata di 24 ore nella Baia di Ieranto, lo scrigno di tutta l’Area marina protetta.

E non è finita. Nella quarta sala ci sono i diorami con la ricostruzione di ambienti naturali tridimensionali, rocce, plastici naturalistici e modelli di riproduzione di flora e fauna. Inoltre è presente un acquario e una sorta di mongolfiera, nella quale, all’interno di un cono buio, si può assistere a un video che fa vivere un’esperienza unica: quella di essere sdraiati su un fondale e guardare e sentire cosa accade lungo la colonna d’acqua. Un documentario 3D con occhialini e pannelli esplicativi completano il tutto.

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“Dopo i buoni risultati raggiunti in questi vent’anni, nonostante moltissime difficoltà, il Parco è pronto a guardare al futuro , quindi, con tanti nuovi progetti e attività”: orgogliosi del lavoro fatto e dei progetti futuri sono il presidente Michele Giustiniani ed il direttore Antonino Miccio. “Non solo tutela e conservazione ma anche fruizione e sviluppo di un turismo sostenibile e di qualità. È questa la nuova sfida per Punta Campanella”, ribadiscono con forza.

Oggi sarà anche presentata l’App Punta Campanella di Blue Discovery. Si tratta di un innovativo sistema di tecnologie satellitari in grado di analizzare la qualità delle acque, individuare gli sversamenti di idrocarburi e la presenza di imbarcazioni in zone vietate. Il progetto è realizzato da Planetek italia, leader nel settore con altri partner quali Ispra, Gap, Blue Discovery, Esri Italia ed è co-finanziato da Esa (Agenzia Spaziale Europea). Il sistema di monitoraggio è rivolto alle Arpa, alle Capitanerie di Porto e ad altri soggetti interessati. Inoltre, con un’app scaricabile sui dispositivi mobili, chiunque potrà segnalare in tempo reale sversamenti di idrocarburi o altri inquinanti in mare.

E il passato? Non mancano i riferimenti precisi come il varo della Scorfanella, la nuovissima imbarcazione del Parco marino realizzata dai Fratelli Aprea di Sorrento nei cantieri di Castellammare di Stabia. Maestri d’ascia hanno ideato lo scafo lungo 15 metri che ripercorre le caratteristiche tipiche delle imbarcazioni sorrentine. Ha motori a basse emissioni ed è priva di barriere architettoniche. Dal 2018 potrà trasportare 50 visitatori al giorno in escursioni marine attraverso il Parco.

di Antonino Pane da Il Mattino