Nuova segnaletica al Vallone dei Mulini: “Errori nella traduzione”

cartello-vallone-dei-mulini-4

SORRENTO. “La solerzia con la quale l’amministrazione comunale di Sorrento ha di fatto ripreso un nostro suggerimento è positiva. Ma la nuova segnaletica del Vallone dei Mulini, inaugurata dinanzi al sindaco e a più di mezza Giunta municipale, resta comunque inadeguata alla straordinarietà del sito. E, a nostro avviso, c’è anche qualche errore”.

E’ in sintesi il senso di una nuova lettera trasmessa al primo cittadino di Sorrento, Giuseppe Cuomo, dal Movimento 22 dicembre. Una missiva che fa seguito al vernissage della nuova cartellonistica informativa applicata su un palo della terrazza sovrastante il Vallone dei Mulini. Vernissage che, a sua volta, è avvenuto proprio ad una settimana da un’iniziativa del Movimento 22 dicembre che chiedeva non solo di restituire una segnaletica decorosa al sito, ma di “arricchirla” con informazioni adeguate.

“Si tratta di una mera copia del precedente cartello, con tutte le relative lacune informative – spiegano dal Movimento -. Soprattutto, non si fa nessun riferimento ai ruderi: quell’edificio quando fu costruito, a cosa serviva, per chi produceva, chi vi lavorava, cosa vi si realizzava? Manca anche un riferimento al mulino e all’intero Vallone come “bene culturale”, “ambientale”, sottoposto alle tutele del caso”.

cartello-vallone-mulini-3

Ma a quanto pare, il cartello presenta anche qualche errore nella traduzione in inglese: “A nostro avviso – si legge ancora nella lettera indirizzata a Cuomo -, la traduzione in inglese presenterebbe degli errori ortografici e sintattici: nel titolo ci sarebbe una “s” di troppo (dovrebbe scriversi “The Mill Vallum”); il termine “Vallum” non indicherebbe “vallo” o “vallone”, bensì una fortificazione usata dalle milizie romane (per cui andrebbe usato “Valley”); il termine “ferns” (felci) è diventato “ferms” (che non esiste); in inglese “Campi Flegrei” si scrive “Phlegraean Fields” (e non “Flegreian Plains”). Per la verità, un errore è stato corretto, aggiungendo il termine “habitat” che nel precedente cartello mancava; in ogni caso siamo dinanzi ad una sciatteria linguistica che Sorrento non può permettersi”.

E, infine: “Il cartello si trova ad una altezza che ne rende agevole la lettura, ma è issato su un palo sproporzionato, che dà la lugubre sensazione di una bandiera a mezz’asta. Forse rispetterà anche le misure regolamentari, e forse potrebbe in futuro ospitare anche altri segnali, intanto però si lascia il cantiere aperto. A questo punto, speriamo davvero che il primo cittadino della nostra città voglia accogliere questi ulteriori rilievi per migliorare lo stato delle cose e per prestare maggiore attenzione in futuro”.