Nel cuore di Sorrento rinasce il giardino delle Esperidi

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di Antonino Pane da Il Mattino in edicola oggi.
SORRENTO. Nella testa le navi, nel cuore gli agrumi. E così mentre in Cina stanno lavorando alla sua nuova ammiraglia che prenderà il mare nel 2015, a Sorrento rinasce più rigoglioso che mai il giardino delle Esperidi. Mariano Pane, un armatore diviso tra la passione per il mare e la cultura del bello.

E così, ogni fine settimana, lavorando sodo insieme alla moglie Rita, è riuscito in un’impresa straordinaria, unica: far rinascere un agrumeto sorrentino con piante secolari e a innestare, su alcune di queste piante, tutti gli agrumi del mondo. Un sogno diventato realtà grazie ad una cura costante, minuziosa. Pensate: il giardino viene innaffiato solo con l’acqua piovana, opportunamente raccolta in una grande cisterna “perché quella fornita dai servizi idrici è troppo carica di cloro”, spiega il promotore di questa iniziativa ecosostenibile.

Ed ecco allora, tra arance e limoni tipici di Sorrento, piante rigogliose, cariche di frutti: il Citrus Shaddok originario del Pakistan, il Lime di Tahiti, il Pompelmo rosa di Bal Bek (Libano), la Fortunella Margarita dal Giappone, il limone dolce di Tabriz (Iran), la Mano di Budda dall’India e tanti, tanti altri. Ogni innesto è stato curato con dedizione, con amore. “Sono venuto da Roma – dice Mariano Pane – ogni fine settimana per tutto l’inverno. Ho seguito passo passo ogni germoglio. Ora posso dire di aver realizzato un sogno, un nuovo giardino delle Esperidi, un rifugio del cuore per me, per mia moglie, per i miei figli e i nipotini che, prima di tutti, mostrano di apprezzare i prati curatissimi dove poter scorrazzare a piedi nudi”.

Una puntatina a Shanghai per vedere come prende forma la “don Mariano” e poi subito di nuovo a Sorrento, per accogliere la principessa Marie Christine ed il duca Michael di Windsor, principe di Kent, cugino di primo grado della Regina Elisabetta II. La coppia reale, in vacanza a Capri, incuriosita dal racconto del “nuovo” e antico giardino delle Esperidi, ha voluto visitare, accompagnata da Mario d’Urso, l’agrumeto e il bel giardino d’inverno di villa Magnolia, ispirato alle serre del famoso Kew Garden di Londra.

Una sorta di salotto open air, insomma, immerso tra le piante di agrumi che si raggiunge attraverso il viale delle Chamedorea. Un’oasi di vetro dove oltre ad ascoltare buona musica si può restare comodamente seduti in poltrona circondati dalle orchidee e dalle piante di limoni. Proprio quelle piante che hanno consentito a Rita e Mariano Pane, ispirandosi inoltre alle serre di Cosimo dei Medici di fine Quattrocento, di realizzare un angolo di paradiso curato, elegante, dove nulla – ma proprio nulla – è lasciato al caso.

“La principessa Christine – ha spiegato con legittimo orgoglio la signora Rita – è restata incantata dalla bontà della granita di limoni fatta con i fantastici frutti del giardino ed ha promesso di ritornare presto a Sorrento, colpita dallo charme dei luoghi”.

Da Villa Tritone al nuovo giardino delle Esperidi. Un Eden ritrovato tra gli agrumeti della Costiera sorrentina. “Nessuna nostalgia – spiega Mariano – nella vita c’è un tempo per ogni cosa. E oggi il mio tempo lo dedico volutamente al mare e a questo angolo di paradiso in terra”.