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Mareggiata distrugge il solarium della discordia di Alimuri

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META. La mareggiata distrugge il solarium costruito a giugno scorso sulla scogliera tra le spiagge di Alimuri e della Conca. Il mare agitato ha lasciato solo un cumulo di legna dove sorgeva la struttura edificata dai titolari dell’hotel Alimuri, con l’avallo del Comune di Meta. Una vicenda che nei mesi scorsi ha alimentato lo scontro politico tra maggioranza ed opposizione in Consiglio comunale.

“Quella scogliera non deve essere sottratta alla libera fruizione dei bagnanti e, soprattutto, dei residenti”. Si leggeva in un’interrogazione al sindaco Giuseppe Tito presentata dai consiglieri di opposizione. Opera finita anche nel mirino degli ambientalisti del Wwf Terre del Tirreno e del gruppo del movimento de La Grande Onda. Polemiche nate anche dal malcontento che serpeggiava tra i residenti ed espresso a chiare lettere attraverso post sui principali social network

A raccogliere la contrarietà dei residenti sono stati, quindi, i consiglieri del gruppo Meta Comune, Antonella Viggiano, Laura Attardi e Francesco Pane, ai quali si è aggiunta l’indipendente Susanna Barba. “L’area è storicamente frequentata da famiglie locali che ne hanno usufruito fino ad oggi liberamente – scriveva la minoranza nell’interrogazione rivolta al primo cittadino –. Questo perché la scogliera è considerata un luogo tranquillo, in quanto difficilmente accessibile ai bagnanti pendolari, e perché nelle immediate vicinanze manca un’area riservata al gioco dei più giovani”.

Secondo l’opposizione, inoltre, la scogliera si trova in una zona esposta alle mareggiate che rendono “estremamente pericolosa la presenza della struttura in legno”. Un giusto presagio se si tiene conto di quanto accaduto negli ultimi giorni, con il solarium andato completamente distrutto.

Il sindaco Tito, però, già in primavera, nel ribattere alle accuse dell’opposizione mise in chiaro che “la concessione è stata attribuita sulla base del parere favorevole delle autorità competenti, quindi il progetto ha tutte le carte in regola. Abbiamo dato questa possibilità ai vertici dell’Alimuri perché il regolamento sulle aree demaniali lo prevede e perché, nel contempo, volevamo evitare di restringere ulteriormente la spiaggia libera. Una volta completato il ripascimento della spiaggia, la situazione tornerà come prima”. Nel frattempo, però, ci ha pensato il mare.