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Lavori in corso al Picco Sant’Angelo di Sorrento, denuncia Wwf

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Il Wwf Terre del Tirreno allertato da alcuni escursionisti, che di ritorno da un trekking sotto la pioggia notavano un sospetto movimento di furgoni e ruspe, ha denunciato a fine settembre lavori edili in corso in località Picco Sant’Angelo, nel Comune di Sorrento.

Con nota inviata all’Ufficio Tecnico e alla Polizia Municipale, l’Associazione del Panda ha segnalato in via Sant’Angelo, all’interno di un fondo agricolo delimitato da una rete, lavori edili consistenti in sbancamento di terreno e di roccia affiorante, per la realizzazione di un nuovo tracciato carrabile tagliando i terrazzamenti superstiti, in un sito che appena un anno fa (il 24 nov. 2019) è stato solcato da una violenta frana di cui è ancora visibile la ferita nella montagna.

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Dopo dieci giorni dall’esposto i volontari dell’Associazione del Panda hanno documentato il cantiere ancora in uso e, pertanto, hanno ricontattato la Polizia Municipale e, quindi, rinviato un sollecito agli enti competenti e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata.

“Si ha ragione di ritenere che i lavori documentati di sbancamento di terreno e roccia per realizzare un nuovo accesso carrabile e relativo tracciato viario siano abusivi – dichiara Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – vista l’assenza della tabella di cantiere e visti soprattutto i vincoli cogenti posti sull’area dal Piano Urbanistico Territoriale – L.R. n.35/87 che non consentono in tale zona modifiche dell’orografia della montagna, sbancamenti di roccia e creazione di tracciati carrabili ex-novo. Se poi si aggiunge la considerazione che siamo in un’area idrogeologicamente vulnerabile e a rischio d’instabilità di versante, già di recente colpita da una rovinosa frana, assume ancor più gravità la nostra segnalazione. In questi giorni poi abbiamo documentato il proseguo dell’attività edilizia col deposito di grosse quantità di pietre calcaree e tufacee, propedeutiche all’edificazione di ulteriori opere.

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Non è la prima volta che tra una segnalazione del Wwf e l’intervento di controllo degli enti competenti passano giorni, ma anche settimane o mesi come nel caso della Malacoccola dove, in un’area di massimo pregio paesaggistico-ambientale all’interno di un Sito di Interesse Comunitario e in zona tutelata dal Put, in una proprietà già interessata negli ultimi decenni da innumerevoli abusi, il Wwf denunciò a febbraio il taglio in atto di centinaia di querce, dopo un violento incendio appiccato a gennaio, lo sbancamento di terreno con mezzi pesanti e la realizzazione di opere edili e manufatti. Dall’esposto dei volontari del Wwf, che osservarono e fotografarono in diretta ruspe, camionette e motoseghe, all’intervento di controllo sono passati mesi e non si conosce l’esito delle verifiche. Intanto l’attività edilizia, tra un incendio e un altro, in quell’area continua. Ma questo accade un po’ in tutta la penisola, da Vico Equense a Massa Lubrense.

Ad ogni telefonata di allarme è raro che ci sia una pattuglia dei vigili disponibile ad andare con immediatezza sul luogo per verificare i fatti denunciati. Il servizio antiabusivismo ha i suoi “turni”. Gli abusivisti invece non conoscono né ferie nè orari. A Massa Lubrense per ristrutturare una storica casa torre si è proceduto a sventrare un’intera collina. Anche in questo caso si aspetta da mesi un riscontro all’esposto del Wwf. A Torca “ignoti” sono riusciti addirittura a rendere carrabile un intero percorso escursionistico, giungendo a collegare con una pericolosa e artigianale strada cementata la via Salastra fino alla pineta le Tore di Sorrento.

È inconcepibile tutto ciò e per questo abbiamo deciso di alzare l’attenzione chiedendo alla Procura della Repubblica di verificare ogni responsabilità, anche di carattere omissivo da parte della pubblica amministrazione, e di accertare se l’inerzia nei controlli non abbia in taluni casi contribuito a portare i reati denunciati dal Wwf alle estreme conseguenze”, ha concluso d’Esposito.