L’Asl organizza corsi per tatuaggi e piercing

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Le lezioni si tengono a Pompei, presso la sede del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl Napoli 3-Sud. I corsi di formazione sono organizzati in esecuzione della delibera della Regione Campania dal titolo “Linee guida per l’esercizio delle attività di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza”.

Il possesso dell’attestato che sarà rilasciato al termine del percorso formativo è obbligatorio per l’esercizio dell’attività.

“Il ricorso a questi interventi sul corpo ha avuto negli ultimi anni una diffusione crescente in tutta Italia, Campania compresa – si legge in una nota diffusa dalla direzione dell’Asl -, risultando particolarmente diffusi tra gli adolescenti ed i giovani adulti di entrambi i sessi”.

I responsabili del servizio sanitario specificano anche in cosa consistono le attività oggetto dei corsi. “Piercing è un termine inglese che significa forare. Attraverso interventi cruenti, più o meno dolorosi, vengono applicati anelli metallici o altri oggetti in varie zone del corpo, soprattutto del viso, padiglioni auricolari, naso, labbra e lingua, arcata sopraciliare. L’attività di tatuaggio consiste, invece, nell’inserimento di sostanze chimiche (pigmenti) di diverso colore negli strati intracutanei (derma), con lo scopo di rendere visibile e permanente un effetto cromatico e decorativo sulla pelle”.

Risulta evidente, pertanto, che le pratiche di tatuaggio e piercing, per loro stessa definizione e natura, se non effettuate secondo tecniche ed accorgimenti appropriati, possono aumentare, anche sensibilmente, i rischi per la salute sia degli utenti che dei praticanti.

“Le procedure che implicano l’impiego, a fini non terapeutici di aghi e taglienti – affermano ancora dall’Asl – possono comportare il rischio di infezioni causate da agenti patogeni a trasmissione ematica, oltre che di infezioni cutanee ed altre patologie, anche gravi, se non vengono scrupolosamente applicate idonee misure igieniche e di prevenzione”.

I corsi di formazione organizzati dall’Asl, hanno, dunque, lo scopo di ridurre i rischi di contrarre malattie per coloro che si sottopongono ai trattamenti.