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Inizia il processo per la morte del piccolo Giuseppe, a giudizio anche le maestre

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Lunedì 30 settembre prenderà il via il processo a carico di Toni Essobti Badre, venditore ambulante tunisino, e della convivente Valentina Casa per la morte del figlio di quest’ultima, il piccolo Giuseppe Dorice di appena 7 anni massacrato di botte dall’uomo a gennaio di quest’anno nella loro casa di Cardito. Intanto la Procura di Napoli nord ha deciso di stralciare la posizione di due maestre e della dirigente scolastica della scuola frequentata dal bambino a Crispano rispetto all’inchiesta madre destinata ad essere affrontata in Corte di Assise.

Docenti e preside, recentemente sospese dal ministero, dovranno difendersi dall’accusa di omessa denuncia perché non avrebbero denunciato le condizioni in cui si presentava in classe il piccolo. Agli atti di questo procedimento viene anche segnalata una lettera con cui lo scorso 18 gennaio, quindi nove giorni prima dell’omicidio del bimbo, alcune maestre (che non risultano indagate) segnalavano alla dirigente lo stato di salute della piccola Noemi, sorella di Giuseppe, miracolosamente scampata alla cieca violenza di Badre anche se gravemente ferita dalle percosse e rimasta in ospedale per giorni.

“Le docenti di scuola primaria, classe seconda, sezione D – si legge nella nota -, comunicano alla signoria vostra che l’alunna Dorice Noemi si è presentata più di una volta in classe con evidenti tumefazioni al volto. La stessa alunna afferma che tali incidenti, con conseguenti escoriazioni e tumefazioni, sono avvenuti a casa. Le stesse, preoccupate per i ripetuti episodi non giustificati dalla famiglia, chiedono chiarezza al riguardo”. La dirigente avrebbe poi aggiunto a penna la frase: “Incontrare le docenti il lunedì 27 gennaio e stabilire convocazione incontro con la mamma”. Ma Giuseppe fu ucciso il giorno prima, il 26 gennaio.

Ed è in questo scenario che il ministero dell’Istruzione ha deciso lo scorso agosto di sospendere la dirigente e le due maestre di Giuseppe. La Procura, invece, basa le accuse di omessa denuncia anche su alcune intercettazioni telefoniche emerse da una diversa indagine nelle quali si sente una delle due docenti parlare dei maltrattamenti subiti dal bambino a poche ore dall’omicidio del piccolo Giuseppe.