Inchiesta Punta Campanella, la soddisfazione del Wwf

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MASSA LUBRENSE. “Riteniamo che i Forestali abbiano fatto un egregio lavoro e sgamato un grave imbroglio che era sfuggito a tanti”. E’ il commento di Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno, alla notizia dell’inchiesta condotta dal Comando Provinciale di Napoli del Corpo forestale su delega della Procura di Torre Annunziata in merito ai lavori eseguiti a Punta Campanella. L’ipotesi di reato è quella di truffa aggravata ai danni dello Stato per la quale il Gip ha disposto il sequestro preventivo di 90mila euro depositati su di un conto corrente intestato alla ditta esecutrice delle opere.

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Nel corso delle indagini sarebbe emerso che i rifiuti del cantiere di Punta Campanella, destinati allo smaltimento pagato con fondi pubblici, non sarebbero, invece, stati conferiti regolarmente in discarica così come prevede la normativa in materia di tutela ambientale. Un sistema attuato durante i lavori di restyling e abbattimento delle barriere architettoniche lungo l’antica via di Minerva eseguiti grazie ad un finanziamento di 3,2 milioni di euro di fondi europei.

E’ questa l’accusa mossa nei confronti di un dirigente del Comune di Massa Lubrense, un progettista, due dirigenti di una ditta edile di Sant’Agnello e un rappresentante di un’impresa che ha fornito il materiale per i lavori. Risultano tutti indagati a vario titolo per illecito smaltimento di rifiuti, truffa aggravata e falso in atto pubblico.

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“I fatti – afferma ancora d’Esposito – assumono una gravità ancora maggiore se si considera che la truffa ipotizzata sarebbe stata compiuta grazie ai soldi di un cospicuo finanziamento europeo ottenuti millantando l’abbattimento delle barriere architettoniche ma che, di fatto, ha prodotto solo la realizzazione di una ennesima strada carrabile ai danni di un sito di interesse comunitario e di una zona che sarebbe dovuta essere a “protezione speciale” per le rarità botaniche e faunistiche presenti”.

“Il Wwf, assieme ad altre associazioni, ha denunciato sin dall’inizio i devastanti lavori messi in essere a via Campanella, all’interno del Parco marino di Punta Campanella, vietati da numerosi vincoli posti a tutela dell’area ma avallati dalle Soprintendenze paesaggistica e archeologica e dalla Regione Campania – conclude il leader degli ambientalisti della penisola sorrentina – . L’intervento degli uomini del Corpo forestale dello Stato, caparbiamente smantellato dal governo centrale nonostante i numerosi meriti sul campo, ci restituisce oggi un po’ di ottimismo e fiducia nella Giustizia. Aspettiamo ora l’evolversi della situazione e valuteremo in caso di rinvio a giudizio la costituzione di parte civile della nostra associazione”.