In piazza Tasso ombrelloni al posto dei gazebo, montano le polemiche

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SORRENTO. Gazebo e tende non a norma e da rimuovere. I locali di piazza Tasso, dopo il blitz della Municipale del gennaio scorso, si sono adeguati ed hanno sostituito le strutture fuorilegge con degli ombrelloni. Di certo molto meno invasivi, ma anche esteticamente poco gradevoli.

A riguardo si rileva l’articolo pubblicato oggi su Il Mattino a firma di Antonino Pane, che fa una serie di considerazioni sulla questione ponendosi il quesito se piazza Tasso sia meglio con gli ombrelloni che rispettano la legge o con i gazebo che la violano. Di seguito il testo del pezzo apparso sul quotidiano:

Da salotto cittadino a mercatino rionale. Il risveglio primaverile di piazza Tasso desta perplessità, per non dire preoccupazione. Il nuovo look dei bar voluto dalla Soprintendenza appare almeno discutibile per un’area che da sempre è la roccaforte dell’accoglienza Sorrentina, l’ombelico di tutte le attività turistiche di una città votata da sempre all’ospitalità. La Soprintendenza ha preteso che fossero smontate le strutture dei bar, anche quelle amovibili senza lasciare tracce e che venivano rimosse ogni volta che scadeva la concessione del suolo pubblico. Quelle, si badi bene, prive del necessario parere ambientale, ma che stavano lì da decenni, perfettamente curate e puntualmente smontate. Non sono piaciute quelle strutture alla Soprintendenza rappresentata, come responsabile di zona, dalla dottoressa Nicoletta Ricciardelli. Il si ambientale è stato subordinato all’istallazione di ombrelloni, veri e propri obelischi quando sono chiusi, tendoni “mercatoriali” quando sono aperti. Sono più belli? Sono più confacenti alle leggi? Il giudizio della Soprintendente deve essere stato sicuramente questo. Ma ci chiediamo e chiediamo: come mai in passato funzionari, che pure sono stati seduti a consumare a quei bar, non hanno notato la loro orripilante bruttezza? E quelle autorizzate in passato, strutture come quelle che sono state bocciate ora, come hanno fatto ad ottenere l’ok dalla Soprintendeza? Ci chiediamo e chiediamo: cosa succederà quando un temporale improvviso si abbatterà sulla piazza? E il nuovo orientamento della Soprintendenza vale per tutti i centri della provincia di Napoli o il nuovo concetto di bello è riservato solo a Sorrento? Esiste un indirizzo unico o, come temiamo, siamo al “mi piace”? Poche settimane fa il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in un convegno organizzato dall’Unione industriali di Napoli, a cui partecipava anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, disse che non poteva assolutamente condividersi la politica della “mummificazione” seguita dalle soprintendenze campane. De Luca fu ancora più duro: “Siamo stanchi di dipendere dagli stati d’animo delle 150 organizzazioni che si occupano della tutela del territorio nel nostro Paese”. Sembravano parole esagerate, dovute più all’irruenza dell’uomo, che a reali convincimenti. Alla luce di quanto accade a Sorrento, una città continuamente protesa a cercare di allungare la stagione turistica, dobbiamo dire che il governatore aveva ragione. Il “mi piace” non è previsto da nessuna legge, almeno quelle che dovrebbero essere uguali per tutti.