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Il nuovo Bar Fauno che piace alla Soprintendenza ma non ai sorrentini

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Ecco il nuovo Fauno Bar in piazza Tasso a Sorrento. È quello che piace alla Soprintendenza. Via la vecchia struttura, leggera e razionale (foto al lato) e, dopo un interregno di ombrelloni mercatali, ecco la nuova copertura della parte stagionale del bar, quella che invade piazza Tasso (foto il alto).

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Cinque cupole incastrate in una struttura massiccia, di acciaio, che è un vero pugno nell’occhio per chi arriva da quelle parti. Non si legge neanche più la storica insegna del bar, nota in tutto il mondo. I giudizi dei sorrentini sono quanto mai sarcastici: si va da quelli irrimediabilmente tranchant “se sapessero fare gli architetti, quelli della Soprintendenza, farebbero la libera professione invece di richiudersi in un ufficio con i timbri in mano”, a quelli persecutori: “Ma possibile che hanno visto solo il Fauno in piazza Tasso? E il resto della città?” E ancora. “Ma a Capri, a Firenze, a Venezia ci sono mai stati?”.

In sintesi un rosario di improperi contro decisioni che privilegiano il mi piace di chi giostra con i timbri negli uffici di palazzo Reale, invece del comune senso estetico molto più semplice e razionale. Tra l’altro, la precedente struttura del Bar Fauno era perfettamente smontabile in poche ore, mentre per questa, se mai si dovesse smontare, occorreranno dei giorni di lavoro. Insomma tutti penalizzati: gli innamorati di piazza Tasso, i turisti che si ritrovano con un muro di acciaio e, soprattutto lui, Alfonso Cascone, il proprietario del Fauno Bar, che per assecondare i mi piace napoletani, ha dovuto mettere mano pesantemente al portafogli.

di Antonino Pane da Il Mattino