Il liceo artistico “Grandi” accorpato al nautico “Bixio”

SORRENTO. La Regione Campania approva il piano di riordino scolastico con il quale si prevede, tra gli altri provvedimenti, la fusione tra il liceo artistico “Francesco Grandi” di Sorrento e l’istituto tecnico nautico “Nino Bixio” di Piano.

Un colpo di scena inaspettato, in quanto il liceo artistico è da sempre uno dei simboli della città del Tasso ed invece ora, seppure solo per quanto riguarda la gestione amministrativa, è costretto ad emigrare verso Piano di Sorrento. Il sindaco Giuseppe Cuomo giura di averle provate tutte per salvare l’autonomia dell’istituto, ma in questi casi è la Ragione ad avere l’ultima parola. L’amarezza è doppia perché oltre a non trovare una soluzione per l’istituto “Grandi”, che non ha raggiunto il numero di iscritti necessari per scongiurare il rischio della reggenza (almeno 500 studenti), la Regione ha sancito la titolarità del plesso ad un altro istituto, ma non di Sorrento, il “Bixio”, appunto.

Il sindaco Cuomo ci ha tenuto a sottolineare che “già all’epoca dei primi problemi, il Comune aveva richiesto, con una delibera, l’autonomia dell’istituto, in considerazione della sua prestigiosa storia e tradizione. Ma fu tutto inutile – prosegue il sindaco – perché la Provincia decise per l’accorpamento con il “Salvemini”. “Nonostante ciò – conclude Cuomo – ci siamo presentati in Regione, per trovare una soluzione, ma nel corso dell’incontro hanno prevalso le motivazioni economiche a capito di quelle legate alla formazione ed all’istruzione dei ragazzi. Ciò ha portato alla decisione di optare per l’accorpamento del “Grandi” con il “Bixio”.

Insomma Sorrento non ce l’ha fatta a trattenere il suo liceo, che tanto ha dato in passato alla città. L’istituto nacque nella seconda metà dell’ottocento, quando in penisola si sviluppò la necessità di migliorare la formazione degli artigiani. Fu proprio Francesco Grandi, ex garibaldino, a far nascere la prestigiosa scuola di disegno, che ha sfornato, a partire dal 1885, grandi professionisti tra intarsiatori, pittori e designer. Ed ora, dopo oltre un secolo, Sorrento perde, almeno in parte, uno dei suoi pezzi di storia.