Il bando è sbagliato ed il Comune è costretto ad annullate la procedura per la vendita della cappella di San Sossio

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MASSA LUBRENSE. Dietro-front dell’amministrazione in merito alla vendita della cappella di San Sossio.

L’antico edificio di culto, ora in stato di abbandono, rientrava tra i beni demaniali che il Comune aveva inserito nel Piano delle alienazioni immobiliari per l’anno 2011. La cifra richiesta nel bando di gara emesso alcune settimane fa era pari a circa 222mila euro.

Poi nei giorni scorsi è arrivata la ferma presa di posizione dell’opposizione. In un comunicato gli esponenti della lista “Patto con la città” evidenziavano come la cappella risultasse essere ancora consacrata. Inoltre si faceva riferimento al fatto che nella struttura, ubicata nella contrada di Titigliano, tra Monticchio e Pastena, sono ancora visibili due antichi affreschi di cui uno rappresenta la Beata Vergine Maria. Inoltre nella zona sottostante l’altare c’è la presenza di una “terra santa” con i resti mortali degli abitanti della contrada.

Ma il motivo principale per cui l’opposizione chiedeva l’annullamento del bando riguardava le prescrizioni imposte dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali che imponevano la fruizione pubblica del bene, imposizioni fondamentali da conoscere per i possibili acquirenti ed invece non riportate sull’avviso di gara.

Proprio in merito a questa lacuna il sindaco Leone Gargiulo ha disposto l’annullamento della procedura per la vendita della cappella di San Sossio.

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