Dal gennaio 2017 aumentano i ticket del trasporto pubblico

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Mentre si attende con ansia che i servizi di trasporto pubblico migliorino dopo anni di disastri, i cittadini campani si preparano a pagare di più i biglietti. L’aumento, che scatterà dal primo gennaio 2017, sarà del 10 per cento. Rialzo che interesserà sia quello che era l’Unico, poi ribattezzato Tic, acronimo di ticket integrato Campania, che i biglietti aziendali. Aumenti che stanno già generando pesanti polemiche.

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Durante la conferenza stampa il governatore Vincenzo De Luca si è affrettato a chiarire che “l’incremento previsto contiene l’indicizzazione Istat per il triennio 2014-2016, e il ritocco è minimo”. Peraltro, osservano da Palazzo Santa Lucia, “in alcuni casi i livelli tariffari non erano adeguati a remunerare, se non in minima parte, il costo del servizio e la nostra Regione è già stata penalizzata con minori trasferimenti di risorse economiche da parte dello Stato: nel 2016  si registrano 32,5 milioni in meno. Ricordiamo, infatti, che le leggi statali impongono di raggiungere determinati livelli di ricavi rispetto al costo del servizio”.

Dalle opposizioni in Consiglio regionale, però, arrivano bordate all’indirizzo del presidente della Giunta: “De Luca si metta d’accordo con se stesso e ci faccia sapere se i tagli al Fondo nazionale del trasporto pubblico ammontano a 45 milioni, come leggiamo a pagina 48 del suo Defr, oppure a 32 milioni. Ma soprattutto spieghi ai cittadini come intende coprire il buco di 50 milioni del comparto – attacca il capogruppo di Forza Italia Armando Cesaro -. Chiarisca anche cosa intende per adeguamento Istat delle tariffe del trasporto locale; poiché ciò presupporrebbe, visto che l’indice è negativo, un costo inferiore dei biglietti”.

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Il grillino Michele Cammarano rincara la dose: “Il buco di 50 milioni e la beffa dell’aumento del costo dei biglietti accentuano una situazione già abbondantemente fuori controllo”, mentre l’ex governatore Stefano Caldoro accusa De Luca: “Un anno di nulla, persi 50 milioni, treni fermi e la beffa che a pagare sono i cittadini”. Mentre per il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Severino Nappi “De Luca con una mano dà agli studenti e con l’altra prende alle famiglie”. Critici anche Gianpiero Zinzi (Fi) e Alberico Gambino (Fdi).

Immediata la replica: “Forse dimenticano – dice il consigliere del Pd Antonio Marciano, in polemica con Caldoro e il centrodestra – che veniamo da cinque anni di progressivo smantellamento del sistema di trasporto pubblico regionale e di mortificazione e cancellazione del diritto alla mobilità”. Questa dell’aumento dei ticket è la cattiva notizia. Ce n’è poi una buona: la mannaia dei rincari non colpirà né le fasce deboli, né gli abbonati né tantomeno gli studenti, ai quali la Regione ha deciso di garantire il trasporto pubblico gratuito.

Un’agevolazione importante, che vale per gli studenti di tutta la Campania (ai quali viene chiesto di registrarsi sul sito www.unicocampania.it) che abbiano da 11 a 26 anni, in possesso della certificazione Isee ordinaria non superiore a 35mila euro. Stando ai calcoli degli esperti di Palazzo Santa Lucia, avranno allora diritto all’abbonamento gratuito circa 70mila ragazzi, che frequentano scuole, pubbliche o parificate, secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori); università; master universitari o corsi di specializzazione universitaria post laurea.

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Il risparmio medio stimato per ogni famiglia è pari a 200-300 euro all’anno. E se si andasse oltre la soglia dei 70mila aventi diritto? “Nessun problema, ci faremo carico anche degli eventuali costi aggiuntivi” assicura De Luca, che ha stanziato per l’operazione 15,6 milioni, mentre altri 14 “sono stati destinati alla copertura integrale delle borse di studio”. In tutto fanno “30 milioni, che abbiamo voluto investire per sostenere il diritto allo studio dei nostri giovani”.

Gli studenti, quindi, non dovranno preoccuparsi dell’aumento dei ticket. E, come loro, pure gli utenti che acquisteranno l’abbonamento, che d’ora in avanti potrà essere non solo annuale e mensile ma anche settimanale. Sconti particolari arriveranno invece grazie ad una serie di agevolazioni: è il caso dell’abbonamento “Family” per nuclei familiari con Isee inferiore a 20mila euro, in cui il secondo componente beneficia di uno sconto del 10 per cento, il terzo componente di uno sconto del 20 per cento, il quarto del 30 per cento; ma pagheranno meno anche le donne dai 62 anni di età.

Sui mezzi di trasporto pubblico, infine, potranno salire liberamente, senza alcun costo, gli appartenenti alle forze dell’ordine, a patto che segnalino al conducente la loro presenza a bordo, anche se in borghese o fuori dall’orario di servizio, mostrandosi così disponibili ad intervenire, qualora fosse necessario per ragioni di sicurezza.