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Da oggi le spiagge libere di Meta chiuse ai non residenti, limitazioni anche per i lidi

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Lo aveva annunciato ed è stato di parola. Il sindaco di Meta ha vietato tutte le spiagge libere ai non residenti. Un provvedimento che di certo provocherà pesanti ripercussioni soprattutto questa mattina quando i pendolari della tintarella raggiungeranno la Costiera avendo come destinazione finale gli arenili della città guidata da Giuseppe Tito, che sono anche i più vasti del comprensorio peninsulare.

L’ordinanza sarà in vigore da oggi e fino al 31 luglio e prevede una serie di disposizioni. La prima e più importante stabilisce che “dal lunedì alla domenica tutte le spiagge destinate al libero accesso sono riservate ai residenti nel Comune di Meta, a coloro che sono ospitati nelle strutture ricettive ed ai proprietari delle seconde case, sempre previa prenotazione”. In parole povere arenili off-limits per chi non abita qui oppure sia cliente di hotel e strutture extralberghiere o, quantomeno, proprietario di una seconda casa nell’ambito del territorio comunale.

Ma le limitazioni riguardano anche i lidi. Con lo stesso provvedimento, infatti, il sindaco Tito dispone che “dal lunedì al mercoledì l’accesso agli stabilimenti in concessione è riservato ai residenti nel Comune di Meta, a coloro che sono ospitati nelle strutture ricettive ed ai proprietari delle seconde case, sempre previa prenotazione”, inoltre “dal lunedì alla domenica l’accesso agli stabilimenti balneari è consentito a tutti coloro che sono possessori di tessera abbonamento presso gli stabilimenti balneari”. Infine l’unica apertura ai bagnanti “mordi e fuggi”: “Dal giovedì alla domenica l’accesso agli stabilimenti balneari è consentito oltre che alle categorie indicate (residenti, clienti di hotel e b&b e proprietari di seconde case), a tutti gli utenti che abbiano effettuato prenotazioni”.

Limitazioni che non riguardano in nessun caso i portatori di handicap che possono accedere ovunque e comunque. Il sindaco Tito, poi, avverte che “la violazione dell’ordinanza da parte degli stabilimenti implica la sospensione dell’attività per cinque giorni e l’applicazione di tutte le sanzioni previste per legge”. Si annuncia, quindi, il pugno di ferro anche nei confronti dei gestori dei lidi che non si attengano alle nuove disposizioni.

Ma perché il sindaco di Meta ha deciso, di fatto, di chiudere le spiagge della sua città ai bagnanti pendolari? L’obiettivo è di ridurre i rischi di diffusione del Covid-19 in città legati all’afflusso incontrollato di persone. Lo ha detto chiaramente Tito nell’annunciare il provvedimento in vigore da oggi: “Farò di tutto per assicurare il rispetto delle norme per prevenire il contagio e tutelare i miei concittadini assumendomi le mie responsabilità”.

Netta presa di posizione arrivata dopo il caos di domenica scorsa con centinaia di bagnanti, perlopiù ragazzini, che hanno preso d’assalto il litorale di Meta senza indossare le mascherine ed incuranti delle norme relative alle distanze interpersonali da mantenere. Una marea umana quasi impossibile da contrastare che, come spiega Tito, “giungendo attraverso i mezzi pubblici di trasporto (Eav, ecc.) crea disordine pubblico e soprattutto situazioni di pericolo sanitario a causa dell’inevitabile inosservanza delle misure di distanziamento sociale”.

Il primo cittadino, quindi, evidenzia come “l’accesso dei pendolari sul territorio di Meta, in particolare sulle spiagge, è divenuto insostenibile per la popolazione, nonostante i controlli messi in campo dal Comando di Polizia Locale e le segnalazioni inviate alla Prefettura di Napoli”. Il testo dell’ordinanza, oltre che agli enti preposti al controllo del territorio ed alle forze dell’ordine, è stato inviato anche all’Eav perché provvedesse ad avvertire l’utenza già prima che possa mettersi in viaggio verso la Costiera sorrentina. Tito ha anche minacciato di chiudere la stazione della Circumvesuviana di Meta se dovessero riproporsi situazioni di caos.