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Coronavirus: I dati sulle cancellazioni dei turisti in penisola sorrentina

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SORRENTO. Un questionario che può aiutare a comprendere la portata dei timori legati all’epidemia di Coronavirus e le ricadute sul comparto turistico, principale fonte di reddito della penisola. Poche semplici domande inoltrate ai gestori di attività ricettive extralberghiere di Sorrento e dintorni per verificare quante fossero, ad oggi le disdette sia di clienti cinesi, che di altri paesi ma comunque riconducibili alla paura di contagio.

L’iniziativa è dell’Associazione Atex che, come spiega il responsabile per la Costiera, Sergio Fedele, “sin dal primo momento sta cercando di informare in tempo reale gli operatori locali del settore extralberghiero cercando di fornire solo notizie da fonti affidabili con l’obiettivo di non creare allarmismo ingiustificato ma allo stesso tempo realizzare un quadro realistico finalizzato ad indicare agli associati ipotesi attendibili sulle conseguenze nei mesi futuri”.

Ma cosa è stato chiesto agli operatori del settore? Il numero di prenotazioni annullate da clienti cinesi e quelle cancellate dagli stessi gestori ai turisti del Paese asiatico. Ma anche il numero totale di cancellazioni per il 2020 e se hanno intenzione di accogliere clienti cinesi nei prossimi mesi.

Ebbene nei primi giorni di diffusione del sondaggio sono già arrivate numerose risposte ed i numeri sono tutt’altro che tranquillizzanti. Risulta, infatti, che sono state annullate da clienti cinesi circa 80 prenotazioni in penisola sorrentina, mentre sono state cancellate dagli operatori 50 richieste di riservare gli alloggi. Forse a preoccupare di più è il dato sull’annullamento delle prenotazioni complessive da parte dei turisti di tutti i paesi che fanno registrare un incremento del 30 per cento rispetto al 2019. E di sicuro i clienti cinesi non saranno i benvenuti visto che il 95 per cento dei titolari delle attività extralberghiere ha comunicato che non accetterà prenotazioni future che perverranno da viaggiatori dalla Cina.

“Non nascondiamo la nostra preoccupazione soprattutto per la frenata fisiologica dei flussi turistici complessivi che si sta già verificando e che potrebbe aumentare – spiega Fedele – . La storia insegna che in situazioni come questa molti turisti preferiscono rimandare i loro viaggi”.

Le prime stime ufficiali elaborate dal Governo ipotizzano un calo del 30 per cento delle presenze turistiche cinesi (circa 1,6 milioni in meno) e del 6 per cento degli altri turisti stranieri (-11,6 milioni), per una perdita totale di 13,2 milioni di presenze turistiche, con un danno diretto per il turismo italiano di 1,6 miliardi di euro.

Una situazione allarmante che ha spinto i vertici dell’Atex della penisola sorrentina ad inviare una lettera al sottosegretario al ministero per i Beni e le attività culturali ed il Turismo, Lorenza Bonaccorsi contenente due proposte: Rinviare l’anno del turismo “Italia-Cina” dal 2020 al 2021 e promuovere una massiccia e capillare campagna di marketing “Viaggia Italiano” indirizzata ai turisti del nostro Paese per sensibilizzarli a organizzare i loro periodi di vacanze del 2020 in località turistiche nazionali.

“Sarebbe un modo – conclude Fedele – di compensare le minori prenotazioni di stranieri e spingere i nostri concittadini a conoscere meglio le straordinarie bellezze del Belpaese. Una strategia di marketing che veda impegnato il governo, l’Enit, le regioni ed i media nazionali”.