Bimbi usati per mendicare, a Pompei scattano le manette a Sorrento no

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SORRENTO. Questa mattina i carabinieri della stazione di Pompei durante servizi di controllo svolti in occasione degli eventi che hanno chiuso il mese mariano, hanno bloccato una 18enne di origine romena residente a Torre Annunziata. La giovane, in una piazza Bartolo Longo gremita di fedeli e pellegrini, chiedeva la carità ai passanti in modo molesto. Con lei c’era un neonato, il figlio.

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Durante le fasi dell’identificazione la ragazza si è innervosita prendendo poi a inveire contro i carabinieri che ha anche strattonato e colpito a gomitate. La giovane è stata arrestata per resistenza a un pubblico ufficiale e impiego di minori nell’accattonaggio e poi tradotta ai domiciliari. Il neonato, invece, è stato affidato ad un parente della ragazza.

Un episodio che richiama alla mente ciò che accade di continuo lungo le strade di Sorrento nonostante le proteste, le segnalazioni e le denunce di associazioni, movimenti e gruppi. In costiera si ipotizza addirittura che i bambini, a volte addirittura dei neonati, vengano narcotizzati o dragati per tenerli tranquilli tra le braccia di chi è dedito all’accattonaggio.

Allora, la domanda: se la norma esiste (ed esiste visto che l’abbiamo trovata nel Codice Penale il quale all’articolo 600 octies recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque si avvale per mendicare di un persona minore degli anni quattordici, comunque, non imputabile, ovvero permette che tale persona, ove sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, mendichi, o che altri se ne avvalga per mendicare, è punito con la reclusione fino a tre anni“), allora perché a Sorrento non viene applicata? Rimaniamo in attesa di risposta.