Anoressia e bulimia rischi seri per i giovani. Intervista al professor Nicola Sorrentino

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SORRENTO. “Ben 65mila ragazze tra 15 e 25 anni soffrono di anoressia e bulimia, con circa 9mila nuovi casi segnalati ogni anno”. I dati choc sono stati snocciolati dal dottor Nicola Sorrentino – che ieri sera ha presentato il suo ultimo libro, “Cambio Dieta”, alla Libreria Tasso – nel corso di un’intervista rilasciata ad Antonino Siniscalchi e pubblicata su Il Mattino. Per quanti non avessero avuto modo di leggerla la riproponiamo, sapendo che si tratta di un tema che sta a cuore a tantissime persone, preoccupate della salute dei propri familiari.

Professore Sorrentino, quale è il suo punto di vista in merito alle due patologie?
“Si tratta di disturbi molto seri, soprattutto per le implicazioni di carattere psicologico determinate da condizionamenti sociali. Oggi i modelli estetici impongono di essere magri, così sempre più persone cominciano a combattere contro le calorie e a privarsi di alimenti importanti per perseguire il proprio ideale di bellezza. La bulimia, in più, si accompagna a episodi compulsivi come vomito autoindotto, esercizio fisico eccessivo, uso di diuretici e lassativi”.

Le donne sono i soggetti più a rischio?
“La malattia si manifesta spesso tra i 13 e i 14 anni e tra i 17 e i 18 anni con un rapporto maschi-femmine nettamente spostato a favore di quest’ultime. Ma non si commetta l’errore di ritenere gli uomini al riparo da anoressia e bulimia. Anzi, è spesso più difficile diagnosticare simili disturbi alimentari nell’uomo che, com’è facile immaginare, trova difficoltà ad ammettere di soffrire di una patologia avvertita come prettamente femminile”.

Quali sono i campanelli d’allarme che non bisogna sottovalutare?
“Anoressia e bulimia possono insorgere a seguito di un evento scatenante come una dieta rigida, una perdita affettiva, una separazione, oppure avere delle manifestazioni iniziali nei mesi o negli anni precedenti. Nel caso dell’anoressia nervosa, i criteri diagnostici da seguire sono il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra di quello minimo normale per statura ed età, la paura di ingrassare, la distorsione della propria immagine corporea, la negazione del grave stato di magrezza attuale e l’amenorrea da almeno tre mesi nelle donne sessualmente mature. Possono poi manifestarsi concause ambientali e fattori genetici come la tendenza propria o dei genitori all’obesità, un’infanzia difficile, scarsa stima di se stessi e perfezionismo. Il discorso non è diverso per la bulimia nervosa. Successivamente, in entrambi i casi, il decorso può essere caratterizzato da un’alternanza tra periodi di benessere e di malattia. Più raramente si registra un peggioramento improvviso”.

Cosa prevede la sua dieta per porre rimedio?
“Innanzitutto occorre un approccio multidisciplinare al problema: sia per l’anoressia che per la bulimia, al nutrizionista deve affiancarsi lo psichiatra. Ricordo la storia di una 24enne bulimica che ingurgitava enormi quantità di cibo, vomitava ogni giorno e abusava di lassativi e diuretici. Di questo problema non aveva mai parlato con nessuno finché, disperata, si confidò con me e trovò il coraggio per raccontarmi del suo rapporto conflittuale con il cibo. Mi confessò di vomitare ogni giorno e di assumere con frequenza lassativi e diuretici. Le spiegai che per aiutarla in modo efficace dovevo essere affiancato dallo psichiatra. Dopo qualche tempo, grazie alla psicoterapia e alla corretta attività fisica, la ragazza uscì dal tunnel della bulimia. Evidentemente, bisogna superare il rapporto conflittuale che si ha con il cibo”.

Come si può centrare questo obiettivo?
“Chiariamo un aspetto: il triplice scopo è disintossicarsi, raggiungere il benessere psicofisico e prevenire malattie gravi. Basta ridurre il consumo di proteine di origine animale per abbattere i grassi. Quindi spazio alla dieta Mediterranea legumi, uova, parmigiano e modiche quantità di pesce; alla carne rossa va preferita quella bianca, meno nociva e più adatta alla cucina a vapore”.

E magari bandire pane e pasta dalla dieta?
“Assolutamente no. Chi l’ha detto che la pasta fa ingrassare? Basta condirla con sughi leggeri a base di verdure, magari con un filo di olio extravergine di oliva o con un cucchiaino di parmigiano, oppure con spezie, erbe aromatiche. Si tratta solo di tenere sotto controllo gli zuccheri e l’indice glicemico dei vari elementi che assumiamo”.

Quindi bisogna pur sempre dire addio ai dolci.
“Ad esempio, il cioccolato fondente è un dessert indicato per chi non vuole rinunciare al dolce a fine pasto. Importanti sono anche gli spuntini: noci, mandorle e nocciole sono l’ideale perché, grazie al basso indice glicemico e al modesto apporto di grassi, favoriscono il senso di sazietà. Bisogna sfatare certi falsi miti: l’importante è mantenere l’equilibrio del nostro organismo”.