Angela Celentano, si chiude senza risultati la pista messicana

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VICO EQUENSE. La procura della Repubblica di Torre Annunziata è in attesa dei verbali in arrivo dal Messico. Ad Acapulco, gli agenti dell’Interpol hanno concluso le ricerche di Celeste Ruiz, ma della 20enne, che in una serie di mail alla famiglia Celentano dichiarò di essere Angela – la bambina scomparsa nel 1996 sul Monte Faito – e di non voler essere più cercata, nemmeno l’ombra. Le fotografie giunte da oltreoceano nell’estate del 2010, sono destinate, quindi, a rimanere un mistero.

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Come se non bastasse sembra imminente l’arrivo di un altro colpo di scenaa mescolare le carte dell’intricata vicenda. Secondo indiscrezioni, Josè Manuel Vazquez Valle avrebbe ritrattato. Il 35enne, figliastro di quel Cristino Ruiz dalla cui casa erano partiti i messaggi indirizzati ai Celentano, avrebbe respinto ogni accusa e negato qualsiasi responsabilità. A ottobre 2013 Vazquez Valle aveva confessato di essersi finto Celeste, di aver preso contatti con la famiglia Celentano e di essersi poi dileguato nel timore di essere beccato dalle forze dell’ordine. Ora l’uomo, torna sui suoi passi. Poche settimane fa, di fronte alle autorità messicane avrebbe ammesso di essersi inventato tutto per sottrarsi alle pressioni della polizia federale.

Eppure, una cosa è certa: è dal computer di casa Ruiz che sono state spedite le mail indirizzate a Maria e Catello Celentano, i genitori di Angela. Dettagli contenuti proprio nei verbali in arrivo dal Messico. Una volta esaminati dai magistrati italiani, questi documenti potrebbero anche portare alla chiusura del fascicolo sulla pista messicana. Intanto, dagli uffici di Torre Annunziata non arrivano conferme e nemmeno smentite. Il procuratore-capo Alessandro Pennasilico e il pm titolare dell’inchiesta, Francesco Vittorio De Tommasi, mantengono il più stretto riserbo.

Intanto, per evitare lo stop definitivo alle ricerche di Angela-Celeste, i Celentano puntano a mobilitare le autorità politiche. La strategia ipotizzata dall’avvocato Luigi Ferrandino, legale della famiglia, è semplice: chiedere all’ambasciata italiana di fare pressioni sul Procuratore generale – l’equivalente messicano del nostro ministro della Giustizia – affinché il caso resti aperto e sia dato nuovo impulso alle ricerche. Maria e Catello Celentano, insieme alle figlie Rosa e Noemi, starebbero pensando di realizzare un video da diffondere attraverso il web e le televisioni di tutto il mondo. Ad Arola, la frazione di Vico Equense dove risiede la famiglia, la speranza di ritrovare Angela non si è mai affievolita. A testimoniarlo è la sorella Rosa attraverso le pagine di Facebook: “Non calcoliamo più le migliaia di giorni trascorsi senza di te – ha scritto la ragazza pochi giorni fa sul social network – ma ci ripetiamo che sono sempre di meno quelli che ci separano dal giorno in cui ti rivedremo”.